L'Ente Autonomo Volturno ha aperto un bando per l'assunzione di trecentocinquanta persone, ma probabilmente a causa dell'elevato numero di domande pervenuto online, il server stesso che ospitava i moduli per la candidatura è andato in tilt. Lo ha comunicato lo stesso EAV, in una nota ufficiale. "Ci viene segnalata una certa lentezza e qualche difficoltà per accedere ai documenti. Al fine di facilitare gli accessi", prosegue la nota, "EAV ha provveduto ad aumentare le risorse dei sistemi. Qualora le difficoltà dovessero persistere, si consiglia di pazientare durante l’apertura dei documenti e/o di riprovare ad accedere successivamente", fanno sapere dall'Ente Autonomo Volturno.

Il bando apre oggi e termina il 7 ottobre: si cercano 320 diplomati e 30 laureati, per un totale di 350 posti, da inquadrare con rapporti di lavoro a tempo pieno ed indeterminato. Per presentare la candidatura sarà necessaria pagare venti euro, cinque dei quali saranno devoluti in beneficenza, e sarà possibile candidarsi solo ad uno dei diciotto profili richiesti. Il 10 novembre, i candidati potranno verificare la loro ammissione al concorso e conosceranno la data delle prove. Per candidarsi basterà andare sul sito dell'EAV (www.eavsrl.it) nella sezione "azienda/selezioni e concorsi", quindi procedere con l'accesso alla sezione dedicata, prendere visione dell'avviso, selezionare il profilo prescelto e infine proseguire con la registrazione.

Il comunicato EAV: "Non potevamo ammettere tutti"

"Capisco il rammarico e anche la rabbia di chi risulta escluso dalla selezione in base ai requisiti richiesti. Sul piano umano lo comprendo. Ma, appunto, noi dobbiamo fare una “selezione” e la selezione parte dai requisiti di ammissione. Non potevamo ammettere tutti, perché ci saremmo trovati con una valanga di centinaia di migliaia di domande, e gestire una mole del genere non è per noi possibile", ha spiegato Eav in una nota ufficiale, "Per motivi di tempo (la selezione deve essere rapida, i nuovi dipendenti ci servono al più presto), per motivi di costo e per motivi di equità. Quando ad un concorso partecipano centinaia di migliaia di persone la vittoria più che al merito va attribuita al caso (o alle raccomandazioni, che noi vogliamo eliminare)".

"L’obiettivo è fare un concorso sulla base del merito. Il voto della scuola è un titolo come quello di laurea. Ha un valore. Certo, a volte i professori sbagliano, ci sono i raccomandati, ecc. ma questo non dipende da noi. Pensiamo comunque che un ciclo di studi valga di più che un colloquio di mezz’ora o di un test", prosegue la nota, "Forse questa nostra scelta farà capire ai ragazzi che studiare serve, e che non è vero che il titolo non serve a nulla. Impegnarsi a scuola è utile. Nonostante queste limitazioni ci aspettiamo decine di migliaia di domande. Ci saranno i test, poi una prova scritta o pratica ed una orale. Soltanto pochi passeranno la prova, forse uno su cento o su trecento. Chi verrà escluso si lamenterà. E’ normale. Ma noi abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto. Anche fare un concorso del genere nel nostro paese, ed in particolare in una Regione assetata di lavoro come la Campania, è complicato. E’ una scommessa, gestionale e culturale. Andiamo avanti sereni".

"Il contributo richiesto dei 20 euro per partecipare al concorso", conclude la nota, "è una cosa da prassi ed ha una doppia valenza. Scoraggiare domande “non motivate”, cioè persone che ci provano già sapendo che non hanno i titoli. Recuperare una parte del costo del concorso, affidato ad una società esterna. Il rimborso spese a carico del candidato è di 20. La beneficenza dei 5 è a carico di Eav e con la somma che ricaveremo finanzieremo borse di studio per chi è in condizioni economiche disagiate".