La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato la condanna a 18 anni e 8 mesi di reclusione per Loran John Perham, 44 anni, ritenuto colpevole di aver aiutato il boss stragista dei Casalesi Giuseppe Setola ad uccidere Raffaele Granata, l'imprenditore che si era opposto al pizzo. Perham, figlio di un ufficiale Nato, è considerato l'autista di “'o cecato” e secondo le accuse lo aiutò anche quando, nel gennaio 2019, riuscì a sfuggire all'arresto fuggendo nei cunicoli delle fogne: trainò per oltre un chilometro uno skateboard con sopra il boss attraverso un cunicolo a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta. Il vivandiere di Setola era stato già condannato per il concorso in omicidio dai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; Setola, detenuto al 41 bis a Tolmezzo, è stato condannato per questo delitto con sentenza definitiva mentre la posizione di Perham era stata stralciata.

L'agguato risale all'11 luglio del 2008, a Varcaturo. Raffaele Granata si era rifiutato di sottostare al racket e questo aveva scatenato la vendetta di Setola, ritenuto uno dei capi più sanguinari dei Casalesi. L'imprenditore balneare, titolare dello stabilimento “La Fiorente”, a Marina di Varcaturo, fu ucciso all'interno del lido. Qualche giorno prima, hanno ricostruito gli inquirenti, due persone si erano presentate nel lido del litorale domitio chiedendo dei soldi a nome degli “amici di Castel Volturno” ma erano cacciate. Perham fu inizialmente condannato a 5 anni per favoreggiamento; la pena fu innalzata dalla Corte d'Appello a 18 anni e 8 mesi, ma la condanna fu annullata dalla Cassazione che dispose il rinvio alla Corte di Assise di Appello. Granata è una delle vittime della cosiddetta “stagione del terrore” dei Casalesi, datata 2008, quando l'ala stragista del sodalizio di clan casertano fece 18 vittime; per quei delitti Setola è stato condannato a numerosi ergastoli, ai suoi fedelissimi sono state inflitte pene a vita o a 30 anni.