Rossana Pasquino in uno scatto della Federazione Italiana di Scherma
in foto: Rossana Pasquino in uno scatto della Federazione Italiana di Scherma

«Sono felice, volevo questa medaglia al collo e me la sono presa. C’erano Dino (Meglio ndr) e Marco (Ciari ndr) a fondo pedana, tutta la squadra, gli amici e la famiglia a casa che mi sostenevano. Questa vita è davvero meravigliosa». Festeggia ancora incredula Rossana Pasquino, perché quella che ha al collo è una medaglia d'oro, che la avvicina ancora di più alle paralimpiadi di Tokyo 2020. La scaramanzia è d'obbligo, ma la storia di questa donna, sulla sedia a rotelle dall'età di 9 anni, fa ben sperare. Perché  ad Amsterdam, alla Coppa del Mondo Paralimpica, Rossana ha vinto ancora e questa volta il gradino del podio, per la sciabola, è quello più alto. La sua storia Fanpage.it  l'aveva raccontata un mese fa, all'indomani del bronzo ai mondiali di Cheongju, in Corea del Sud. La Pasquino nei Paesi Bassi ha affrontano la cinese Shumei Tan in finale vincendo per 15 a 7. Un percorso incredibile quello dell'atleta italiana, che in semifinale contro l'ucraina Olena Fedota si era imposta per 15-9 e ai quarti, contro la temibile ed esperta thailandese Saysunee Jana, che ha battuto Bebe Vio alla sua seconda uscita con la sciabola, ha vinto per 15 a 12.

Originaria di Benevento Rossana è Professore Associato dell'Università di Napoli Federico II, dove si è laureata in Ingegneria Chimica nel 2005 con 110 e lode. Ed è la dimostrazione che nella vita i limiti non esistono, così come aveva raccontato durante un'intervista a Fanpage.it. L'oro vinto ad Amsterdam è il primo in carriera a livello mondiale per Rossana, che vive in carrozzina dall'età di 9 anni a causa di un infarto midollare, senza permettere a questa condizione di fermarla. Ora gli occhi sono tutti puntati sulle prossime competizioni ma, soprattutto,  su un'appuntamento che prende sempre più forma,  quello con Tokyo 2020.