All'Asl Napoli 2 Nord e all'Asl di Benevento arrivano i medici volontari a casa per fare i tamponi e la sorveglianza ai positivi al Coronavirus non gravi che sono in quarantena. Parte dai Comuni dell'area nord di Napoli, come Pozzuoli e Giugliano, e dalle zone del Sannio e del Beneventano, la sperimentazione in vista della realizzazione dell'Unità Speciale di Continuità Assistenziale (Usca), prevista dal Dl 14 del 9 marzo, anche in Campania. I medici volontari si sposteranno in camper per raggiungere i domicili di chi è positivo non grave in isolamento. È quanto deciso nel corso dell'Unità di Crisi regionale per il Covid-19. Il provvedimento, quindi, per il momento sarà in vigore per le Asl che ne hanno fatto richiesta, ma l'obiettivo è quello poi di estenderlo al resto della Campania, non appena saranno individuate le strutture per i presidi. Il piano presentato in Regione, infatti, prevede 120 presidi per tutta la Campania, uno ogni 50mila abitanti, e richiederebbe circa 1.400 medici volontari per essere attuato, da reclutare tra medici di medicina generale, continuità assistenziale, giovani medici specializzandi in medicina generale e anche neolaureati iscritti all'ordine.

Medici volontari per fare tamponi e sorveglianza a casa

La proposta di piano per l'Usca in Campania è stata approvata dal Comitato Permanente Regionale ex art. 24 ACN di Medicina Generale della Campania, dove siedono i sindacati dei medici di medicina di base (Fimmg, Snami, Smi, Intesa sindacale) e la parte pubblica, il 17 marzo scorso, ed è stata trasmessa alla task force per l'emergenza sanitaria di Palazzo Santa Lucia. “Ieri pomeriggio – spiega Pina Tommasielli, responsabile per i territori e la medicina generale dell'Unità di Crisi per il Coronavirus – è stata discussa la proposta per la realizzazione dell'Usca in Campania. Uno strumento che si avvale di medici di medicina generale per le visite domiciliari a casa dei casi sospetti o positivi di Covid-19 che non sono ospedalizzati o sono in attesa di ricovero. Si è deciso di partire con la sperimentazione dall'Asl Napoli 2 Nord, un'area costiera, e dall'Asl di Benevento, in area rurale, i cui direttori si sono già resi disponibili. I medici volontari potranno fare i tamponi e la sorveglianza domiciliare. È un modo per avvicinare il medico al paziente. L'obiettivo è estendere la misura a tutta la Campania, ma per farlo bisognerà attrezzare i presidi per le Usca”.

I medici si sposteranno in camper

I medici volontari si muoveranno probabilmente in camper attrezzati con spogliatoi per i DPI – prosegue Tommasielli – per raggiungere i domicili di chi è positivo in quarantena a casa. In questo moto non ci sarà bisogno di attrezzare strutture fisse e di dover sanificare sia i locali che i mezzi utilizzati, ma si potrà effettuare una sola volta la sanificazione. Riteniamo che questo sia uno strumento molto utile per il cittadino, soprattutto in vista del possibile picco di contagi atteso per i prossimi giorni. In modo da non ingolfare gli ospedali”. "Al momento – spiega il direttore generale della Asl di Benevento Gennaro Volpe, collegato in videoconferenza con il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il prefetto Cappetta e il direttore dell'ospedale "San Pio" – non ci sono focolai da Coronavirus nel Sannio. La situazione oggi nel Sannio – ha aggiunto Volpe – registra 10 pazienti positivi al Covid 19, ricoverati al ‘San Pio', e 3 a domicilio. Sono due i progetti sui quali si sta lavorando intensamente: l'attivazione di due ospedali di comunità (Cerreto Sannita e San Bartolomeo in Galdo) che potrebbero essere di aiuto e sostegno in caso di emergenza da Coronavirus, e l'attivazione, in via sperimentale anche con un'altra Asl di Napoli, di unità specialistica di assistenza domiciliare per quei pazienti positivi Covid che non necessitano di ricovero ospedaliero".