Protezioni individuali insufficienti o addirittura del tutto assenti, percorsi di accesso ai reparti che costringono a stare fianco a fianco operatori sanitari e sospetti contagiati. E si va dagli estremi: dalla clinica che è fornita di tutto e ha effettuati i tamponi sul personale, all'ospedale che non ha nemmeno le mascherine chirurgiche per sopperire all'assenza di quelle specifiche. È la situazione denunciata dalla sezione Campania del sindacato medico Anaao Assomed, che ha tracciato una mappa delle carenze nelle strutture pubbliche regionali e ha chiesto alla Regione Campania di correre ai ripari: se il Covid-19 si diffondesse su vasta scala anche tra chi lavora negli ospedali, rileva l'associazione, la Sanità non potrebbe più contare su decine tra medici, infermieri e operatori socio sanitari, ovvero quelli che in questi giorni sono in prima linea per contrastare la diffusione del coronavirus e garantire le cure ai contagiati.

Dai dati raccolti dalla Anaao risulta che, su 21 realtà sanitarie esaminate (tra distretti, ospedali e cliniche afferenti alle aziende sanitarie campane) soltanto 4 hanno a disposizione dispositivi di protezione individuale sufficienti e a norma, e soltanto 7 hanno percorsi completamente separati per l'accesso dei pazienti sospetti.

Nell'ospedale Moscati di Avellino i dispositivi di protezione individuale (dpi) sono carenti, i percorsi d'accesso per pazienti sospetti sono parzialmente separati da quelli usati per gli altri pazienti e dal personale medico, e si stanno organizzando test ai sanitari che sono entrati in contatto con contagiati.

Nell'Asl di Benevento i dpi sono insufficienti, i percorsi sono controllati ma non separati e non c'è stato controllo sul personale medico. Nell'ospedale Rummo – San Pio di Benevento i dpi ci sono, anche se ovviamente sono in veloce diminuzione, sono stati allestiti percorsi separati con tenda e il personale è stato sottoposto a tampone.

Nell'Asl di Caserta i dpi sono insufficienti, non ci sono i percorsi separati e il personale entrato a contatto con contagiati è stato sottoposto a tampone ma, in attesa dell'esito, sta continuando a lavorare. Dpi carenti anche nell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, dove i percorsi non sono separati ma sono state allestite postazioni di isolamento nel Pronto Soccorso e sono in corso i test su circa 30 dipendenti entrati in contatto con un caso che inizialmente era stato dato come negativo.

Nell'Asl Napoli 1 Centro, che copre la città di Napoli, la situazione viene analizzata nel dettaglio. Negli ospedali Pellegrini, Loreto Mare, Ospedale del Mare i dpi sono insufficienti, al San Giovanni Bosco sono insufficienti e non a norma, mentre mancano completamente all'ospedale San Paolo e nei presidi del territorio. I percorsi separati sono stati allestiti in tutti gli ospedali dell'Asl Napoli 1 Centro, mentre il Loreto Mare è stato "svuotato" e dedicato ai pazienti affetti da Covid-19. In nessun ospedale e in nessun distretto sanitario, infine, risultano sanitari contagiati.

Nell'Asl Napoli 2 i dpi scarseggiano, ma sono stati allestiti percorsi separati e non sono stati riscontrati casi di contagio tra il personale sanitario.

Nell'Asl Napoli 3 tutti i Pronto Soccorso risultano dotati di dispositivi di protezione individuale, anche se i percorsi non sono completamente separati. I dpi sono carenti nell'ospedale di Sorrento e in alcuni reparti vengono utilizzate le mascherine chirurgiche, usate anche nei presidi del territorio. Nell'ospedale di Pollena, dove stanno preparando posti di degenza in terapia sub intensiva, "non hanno neanche le mascherine chirurgiche". I sanitari non sono stati sottoposti ai test dall'azienda, diversi sono in attesa di effettuare il tampone e due al momento sono risultati positivi.

Nel Policlinico Federico II i dispositivi di protezione individuale sono sufficienti, ma il percorso separato esiste esclusivamente nel reparto di Ginecologia, mentre agli altri si accede senza filtri. Alcuni dipendenti sono risultati positivi al test, ma i colleghi che erano a contatto con loro non sono stati sottoposti al tampone.

Alla Sun, Seconda Università di Napoli, i dpi sono scarsi e non sono stati attivati i percorsi separati; non risultano operatori sanitari positivi al coronavirus.

Nell'ospedale Cardarelli i dpi sono appena sufficienti ma mancano i disinfettanti, i percorsi separati ci sono ma, vista la grande affluenza, non sono sufficienti, e dopo il contagio di alcuni medici non sono stati effettuati i test sul personale sanitario che lavorava nelle stesse unità.

Nell'ospedale Santobono i dispositivi di protezione sono scarsi, ma è attivo il percorso differenziato con due tende allestite nel cortile; ci sono stati dei casi di contagio tra i medici ma il personale che era stato a contatto con loro non è stato sottoposto ai test.

Nell'Azienda dei Colli (Monaldi – Cotugno – Cto) sono carenti i dpi e i percorsi separati non sono completi, ma non risultano sanitari entrati in contatto con pazienti contagiati.

Nella Fondazione Pascale, specializzata nelle terapie oncologiche, i percorsi sono controllati ma i dpi sono insufficienti; il primo caso di contagio tra il personale sanitario è stato scoperto ieri, 11 marzo, e l'Azienda non ha ancora deciso se e come procedere per i test ai colleghi.

Nella clinica Villa Betania di Ponticelli, unico caso del tutto a norma nell'elenco dell'Anaao (consultabile a questo link), sono presenti dispositivi e percorsi separati e il personale a contatto con contagiati è stato sottoposto a test ed è in quarantena.

Nell'Asl Salerno i dpi sono quasi esauriti e i percorsi separati sono in via di allestimento, e sono stati effettuati i test sui sanitari venuti a contatto con i contagiati. Nell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, infine, non ci sono stati casi di contagio tra il personale, ma il percorso separato esiste soltanto al Pronto Soccorso; i dispositivi di protezione individuale sono presenti solo al Pronto Soccorso e nel reparto di Malattie infettive, mentre negli altri reparti vengono utilizzate le normali mascherine chirurgiche e, in generale, i medici non sono protetti.

Protesta dei sindacati nell'Asl Napoli 1 Centro

Nella giornata di oggi, 12 marzo, i rappresentanti di presidio della CGIL hanno tentato di occupare i locali della Direzione Sanitaria dell'Asl Napoli 1 Centro, in segno di protesta per la mancata dotazione di dispositivi di protezione individuale al personale sanitario. Le scorte, apprende Fampage.it, sono praticamente esaurite.