"Avevo deciso di non intervenire. Ma l'ordinanza di Vincenzo De Luca limita la libertà". Alberto Lucarelli, professore di Diritto costituzionale alla Federico II ed ex assessore al Comune di Napoli affida ad una disamina sui social la sua indignazione. Il riferimento è all'ordinanza numero 15 del presidente della Regione Vincenzo De Luca, quella per intenderci che "vieta le passeggiate" non motivate, emanata nell'ambito dei provvedimenti per limitare il contagio da Coronavirus. "Ho taciuto e taccio sui Decreti della Presidenza del consiglio dei ministri, ora non è il momento delle analisi – spiega Lucarelli -. Poi ci interrogheremo sulla legittimità di tale strumento, sostanzialmente inoppugnabile, che sfugge al controllo di Parlamento, Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale. E non mi si dica che è impugnabile in sede di giustizia amministrativa, perché la vedo dura. Si collocano in una zona grigia tra atto politico ed atto amministrativo con una incidenza fortemente restrittiva dei diritti fondamentali. Vabbé, avremo tempo di parlare di riserva di legge e principio di legalità".

Nel mirino c'è De Luca e i suoi divieti: "Ora facciamo quadrato! Ma quello che, ora, non può essere tollerato è il crescendo giuridico di De Luca. Oggi ha emanato una ordinanza, la n. 15, da Stato di polizia, si è sostituito agli organi dello Stato, disponendo provvedimenti non attuativi, esecutivi o integrativi, ma molto più restrittivi degli atti statali. Da stasera, la libertà di circolazione, in Campania, con provvedimento amministrativo regionale è di fatto non limitata, ma negata. C'è un limite – conclude il costituzionalista napoletano – all'approccio sostanzialistico del diritto, e soprattutto del rispetto dello Stato di diritto".

Nell'ordinanza 15 del 13 marzo 2020 della Regione Campania si impone, "fino al 25 marzo 2020, su tutto il territorio regionale", l'obbligo a tutti i cittadini "di rimanere nelle proprie abitazioni. Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero spostamenti per motivi di salute".