Lanci di oggetti dalle finestre, calci a chiunque provi ad uscire da quei palazzi, un poliziotto che perde sangue da una ferita alla testa, automobili prese a bastonate e sfondate. Le immagini che arrivano da Mondragone raccontano una storia diversa da quello che era stato preannunciato: la protesta pacifica dei residenti, chiamati a raccolta coi social, c'è. Ma a preoccupare sono alcuni gruppi che di pacifico non hanno proprio nulla: l'aria che si respira nella zona rossa di Mondragone è quella della caccia allo straniero. I manifestanti scesi in piazza hanno poi bloccato la Domitiana, la strada statale di Mondragone, impedendo il transito in entrambe le direzioni. Per impedire l'accesso di auto e mezzi sono state collocate le transenne di un cantiere. Il blocco è scattato proprio di fronte ai palazzi dove si trova la comunità bulgara della cittadina casertana.

Un esito ampiamente prevedibile: il fatto che i contagi riguardino per lo più la comunità bulgara radicata in quegli edifici aveva già fatto fioccare le prime accuse verso i residenti dei palazzi ex Cirio, poi le dichiarazioni di stamattina del presidente Vincenzo De Luca, secondo cui i contagi provengono dalla Bulgaria o comunque dall'estero, per qualcuno sono state come soffiare sul fuoco. C'è la paura del contagio, ma anche l'insofferenza per un luogo che dai cittadini è da sempre stato visto come pericoloso: i palazzi ex Cirio, diventati negli anni un ghetto degradato senza nessun reale intervento di integrazione, ospita non solo braccianti e lavoratori alla giornata ma anche piccoli criminali.

I cittadini di Mondragone si sono appostati in strada, anche all'interno della zona rossa, le forze dell'ordine che hanno fatto un cordone e cercano di respingere chiunque si avvicini. Da un lato ma anche dall'altro, perché la priorità adesso è una sola: i manifestanti non devono entrare in contatto chi chi nei palazzoni ex Cirio ci abita, e che adesso è sottoposto all'isolamento domiciliare perché tra quei caseggiati del Casertano è scoppiato un focolaio di Coronavirus. Ad inasprire gli animi, anche la protesta di stamattina: decine di persone che sono uscite in strada, violando l'isolamento domiciliare e la zona rossa, e hanno urlato contro le forze dell'ordine.

Ma le forze dell'ordine sono poche. Una decina di agenti del Reparto Mobile, non bastano per mantenere il polso della situazione. E così la situazione è sempre sul punto di trascendere. E trascende, più di una volta. Un uomo che esce dall'edificio viene subito aggredito: cerca di parlare, ma ecco che arriva un calcio all'altezza della faccia e deve correre subito nel palazzo, inseguito da alcuni manifestanti trattenuti a stento. Dai balconi cominciano a volare sedie, dalla strada rispondono lanciando verso le finestre pietre e bastoni. Un poliziotto viene colpito alla testa, sanguina copiosamente; per fortuna si tratta di un taglio non troppo profondo. Nel parcheggio, l'assalto alle automobili: gruppi di manifestanti armati di bastoni che cercano di sfasciare le vetture, uno torna verso gli altri portando una targa appena staccata come fosse un trofeo.