"Comme a vulèvamo vèncere ‘a guerra!". Ovvero come vogliamo vincerla mai, questa guerra? Un adagio napoletano tra il sarcastico e il rassegnato. Lo pronuncia un uomo che a bordo di uno scooter (perché era in giro? Non si sa) immortala una scena che preoccupa. E la guerra è quella che conosciamo tutti, contro l'ondata da contagi da Coronavirus. Ma nel pieno della battaglia,  il mercato della Pignasecca a Napoli è strapieno di gente. Altro che assembramenti, c'è folla, ammuina. Non dovrebbe essere così: Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, cosa aspetta a chiudere tutto? In una situazione simile, al rione Sanità, i negozi hanno deciso di chiuder battenti, assimilati a mercati rionali. Alla Pignasecca invece no: la nota pescheria? Assembramento. Il fruttivendolo? Lo stesso. Il panettiere, il salumiere: idem.

Il video inevitabilmente fa il giro del mondo. Se ne accorge anche Walter Ricciardi, Professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva, luminare napoletano che ha già fatto sentire più volte la sua voce chiedendo alla popolazione di rispettare le regole e restare a casa. "L'insostenibile asimmetria tra la consapevolezza di chi combatte in trincea e vede la gente morire e chi si ostina a continuare come se niente fosse" commenta su Twitter Ricciardi.

Ora tocca al Comune di Napoli chiarire: è possibile lasciare i negozi aperti  in una zona di Napoli così popolosa, così trafficata, un bivio di stradine piccole dove anche la notte di Capodanno c'è caos? Forse è il caso di limitare pesantemente quella zona. Prendersi da sindaco un po' di insulti ma far spallucce, senza aspettare che a farlo sia la solita ordinanza della Regione Campania.