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24 Aprile 2020
16:44

Ospedale Covid-19 prefabbricato: reparti dimezzati e la sala mortuaria non c’è

Dopo 4 giorni dalla presentazione alla stampa in pompa magna, l’ospedale prefabbricato costruito nel parcheggio dell’ospedale del Mare di Napoli dimezza i posti in tutti i reparti. Tagliate le terapie intensive, cardiologia, oncologia, nefrologia e dialisi. Nella struttura non c’è la sala mortuaria, si sono dimenticati di costruirla. In fretta e furia si sono disposti i lavori per costruire i bagni per i pazienti. Mancavano anche quelli. I reparti sono stati organizzati in forma mista, uomini e donne condivideranno lo stesso ambiente. Le ennesime incredibili lacune di un’opera costata 8 milioni di euro.
A cura di Antonio Musella
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L'ospedale prefabbricato costato 8 milioni di euro e costruito nel parcheggio dell'Ospedale del Mare è stato presentato alla stampa appena 4 giorni fa, lunedì 20 aprile, dal direttore della Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva che ha condotto una vera e propria visita guidata. Ma dopo pochissimi giorni i posti letto del Covid Center, presentato come fiore all'occhiello della gestione della pandemia da Coronavirus da parte dell'amministrazione di Vincenzo De Luca, ha già dimezzato i posti in tutti i reparti. Il motivo è semplice: non servono, non ci sono pazienti. L'ospedale come ammesso dagli stessi vertici della Asl, era stato pensato per supportare la Campania nell'emergenza, ma 5 giorni prima della realizzazione era ormai evidente che non serviva più. Per questo è stato rifunzionalizzato, ma alla presentazione alla stampa sono stati dati dei numeri di posti letto che non corrispondono all'effettiva predisposizione dell'ospedale. Come se non bastasse, la struttura è priva della sala mortuaria, dei bagni per i degenti e i reparti non sono stati divisi, saranno misti per maschi e femmine.

Uno dei reparti del Covid center prefabbricato
Uno dei reparti del Covid center prefabbricato

Prima di entrare in funzione dimezzati tutti i reparti e il personale non c'è

A quanto apprende Fanpage.it e come mostrano le immagini in nostro possesso, l'effettiva predisposizione dei reparti dell'ospedale prefabbricato è ben diversa da come è stata presentata alla stampa appena 4 giorni fa. I pazienti non ci sono, non c'è bisogno di quel tipo di struttura costata 8 milioni di euro e non c'è il personale per farla funzionare. Il direttore dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva aveva mostrato ai giornalisti 12 posti di terapia intensiva, 12 di terapia subintensiva, 6 di nefrologia e dialisi, 6 di oncologia e 6 di cardiologia. Ma quando si sono spente le telecamere in pochi giorni il numero di è dimezzato. I moduli sono stati predisposti, come mostrano le immagini, con 6 posti di terapia intensiva, 6 di subintensiva, 4 di nefrologia e dialisi, 4 di oncologia e 4 di cardiologia. Praticamente sono dimezzati. Smontati i letti e le apparecchiature, le postazioni che prima vedevano ogni letto abbinato ad un numero ora vedono parecchi spazi vuoti. Come se non bastasse, il personale per far funzionare il "gioiello dell'emergenza Covid" non c'è. Per far funzionare i reparti, anche nella riorganizzazione avvenuta in fretta e furia, servirebbero 88 infermieri e quasi un centinaio di Oss, operatori socio sanitari. Tra gli 88 infermieri dovevano arrivare circa 50 neo assunti, presi dallo scorrimento della graduatoria dell'ospedale "Moscati" di Avellino. Ad ora nella struttura sono a disposizione circa 35 infermieri e una decina di Oss. Come già denunciato dal sindacato dei medici Anaoo Assomed, per far funzionare l'ospedale prefabbricato, le risorse del personale sanitario devono essere prese dagli altri ospedali che sono già in forte carenza di organico.

Non c'è la sala mortuaria, i bagni ancora in fase di costruzione

Quando si costruisce un ospedale per fronteggiare una pandemia globale, appare logico che la sala mortuaria debba essere uno degli spazi presenti nella struttura. A ieri la Campania conta un totale di 332 morti per Coronavirus, i segnali molto incoraggianti degli ultimi giorni hanno diminuito i contagi e i decessi, ma purtroppo, per stessa ammissione degli esperti, siamo ancora lontani dalla mortalità zero. Ebbene all'interno dell'ospedale prefabbricato di Napoli Est non c'è la sala mortuaria. Si sono dimenticati di costruirla. L'assenza dell'indispensabile padiglione è venuta fuori solo quando si è trattato di organizzare il personale del Covid center. Se qualcuno dei pazienti affetti da Coronavirus morirà nella struttura dovrà essere portato altrove, con tutti i rischi che l'operazione comporta. Il protocollo in caso di decesso di un paziente Covid è particolarmente rigoroso, i cadaveri vanno separati dal personale e dai pazienti e anche dagli altri defunti, imbustati in sacchi di colore blu ed avviati alla cremazione. Questa operazione non sarà possibile e bisognerà farla altrove. Tra le ipotesi al vaglio per sopperire all'incredibile mancanza, quella di destinare un'ambulanza del 118 in pianta stabile all'esterno dell'ospedale prefabbricato, in caso di decesso i cadaveri saranno caricati sull'ambulanza che dovrà percorrere il parcheggio dell'ospedale del Mare dove è costruito il Covid center fino alla sala mortuaria dell'ospedale vero. Questo significherebbe sottrarre all'emergenza una ambulanza in maniera strutturale. Altra incredibile falla è la costruzione dei reparti e l'assenza dei bagni. Pensato inizialmente per ospitare pazienti intubati, quindi non autosufficienti, alcune aree dei moduli non hanno i bagni per pazienti. Nella riorganizzazione però la struttura ospiterà pazienti autosufficienti, che avranno quindi bisogno di un accesso ai servizi igienici. In tutta fretta, con l'impiego di nuove risorse, da oggi partiranno i lavori per costruire i bagni nelle aree in cui mancavano. Lascia perplessi anche l'organizzazione dei reparti che è su base mista, pazienti maschi e femmine si ritroveranno nello stesso ambiente. Per sopperire anche a questa disfunzione si stanno montando dei separè tra i posti letto, una soluzione che non impedirà la possibilità che pazienti di sesso diverso si ritrovino però uno di fronte all'altro.

I primi pazienti arriveranno nella giornata di lunedì 27 aprile, trasferiti dall'ospedale Covid di Boscotrecase, dal Covid Hospital del Loreto Mare e dall'ospedale San Giuliano di Giugliano. In buona sostanza i pazienti affetti da Coronavirus vengono spostati da un ospedale all'altro per giustificare il funzionamento della struttura.

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