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Da circa tre mesi, i migranti ospitati nel centro d'accoglienza di Venticano non ricevono il "pocket money", il denaro contante che possono spendere (e che varia da 1 a 2,5 euro a seconda dei casi). E così hanno deciso di protestare pacificamente davanti alla struttura, per dare voce al loro profondo stato di disagio. La protesta è iniziata attorno alle 12, quando gli ospiti della struttura hanno spostato alcuni cassonetti davanti al bar della struttura e sulla rampa di accesso al piazzale.

Una protesta pacifica, che è servita a richiamare l'attenzione sul problema del centro d'accoglienza di Venticano, e che è durata fino alle 13.30, quando i migranti hanno fatto rientro nel centro senza creare disordini. Sul posto erano arrivati anche i carabinieri della locale stazione di Venticano e della compagnia di Montella, per presidiare a scopo precauzionale la zona. Ma non ce n'è stato bisogno: dopo poco più di un'ora di pacifiche rimostranze, i protestanti sono rientrati nella struttura. Il motivo della protesta, hanno spiegato più volte, è la mancata corrispondenza dei pocket money, i pochi spiccioli che vengono loro dati per "spese personali" e che non superano i 2,5 euro al giorno (ma in alcuni casi, la cifra è di appena un euro).

Non è la prima volta che i migranti ospitati nella struttura irpina mettono in scena proteste di questo tipo, quasi sempre relative alla mancata erogazione dei pocket money: la più forte avvenne nel 2015, quando un folto gruppo di loro (circa una ventina) lasciò la struttura per andare a protestare, sempre pacificamente, davanti alla Prefettura, con un sit-in. Poi, una volta avute le rassicurazioni del caso, rientrarono al centro. In quel caso, i migranti lamentavano ritardi di ben 4 mesi. Stessa situazione poi di nuovo nel 2016: ritardi di tre mesi e nuova protesta degli ospiti del centro. E così via fino a ieri, quando è avvenuta l'ennesima manifestazione dei migranti di Venticano, in massima parte nigeriani.