Non c'erano dubbi, era proprio lui. Quel ragazzo per strada era lo stesso che, soltanto una manciata di ore prima, lo aveva minacciato con una pistola mentre era coi suoi amici e si era fatto consegnare i telefonini da tutti. Così non lo ha perso di vista, ha composto il 112 e lo ha indicato ai carabinieri arrivati sul posto subito dopo. Il resto lo hanno fatto i riscontri investigativi e il riconoscimento delle altre vittime: con l'accusa di rapina aggravata è stato sottoposto a fermo, e successivamente accompagnato in una comunità per minori, un 17enne di vico Lammatari, nel Rione Sanità.

La rapina risale alla notte del 12 settembre, all'1.30 circa. Le vittime, 5 amici, erano state bloccate su vico Carrozzieri a Monteoliveto da un coetaneo. Era armato, aveva puntato loro la pistola contro. "Datemi i cellulari o vi sparo", come nel più classico copione. I giovani, terrorizzati dall'arma, avevano ceduto e lui era subito scappato a piedi. Il riconoscimento, invece, appena il giorno dopo: passeggiando lungo la stessa strada, uno dei ragazzi rapinati lo ha visto mentre era con altri due ragazzi. Ha chiamato i carabinieri e lo ha fatto bloccare dalla pattuglia.

Portato in caserma, il 17enne è stato riconosciuto anche dagli altri quattro ragazzi. Per lui è scattato il fermo per rapina aggravata ed è stato rinchiuso nel Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei; dopo la convalida del fermo dal parte del gip è stato trasferito in una comunità per minori. I cellulari rapinati sono stati tutti recuperati dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli: li aveva un uomo di origini africane che è stato denunciato per ricettazione.