Avrebbe dovuto essere la prima conferenza stampa aperta ai giornalisti dopo tre mesi di comunicazione attraverso Facebook, con la possibilità di rivolgere direttamente delle domande al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ma così non è stato. A mandare tutto all'aria è stato un problema audio, arrivato proprio alla prima domanda dopo il suo intervento: il governatore si è alzato ed è andato via, senza aspettare che il collegamento venisse ripristinato, lasciando di sasso i giornalisti che si erano prenotati per le domande.

Era da settimane che la comunicazione avveniva soltanto attraverso i social, con i messaggi di De Luca affidati ai video pubblicati in diretta su Facebook. Ripetutamente i giornalisti avevano chiesto un confronto per porgere delle domande in diretta; ieri, 22 maggio, era stata annunciata la possibilità di farlo al termine della videoconferenza della Regione su ricerca, screening e innovazione in relazione all'emergenza Covid-19.

Un comportamento stigmatizzato anche dall'Ordine dei Giornalisti e dal Sindacato unitario Giornalisti della Campania, che si sono uniti alle proteste dei colleghi. "Dopo l'intervento del governatore – si legge in una nota congiunta – alla prima domanda dei giornalisti, per problemi audio De Luca si è alzato ed è andato via senza alcuna forma di rispetto nei confronti di chi stava parlando e degli altri colleghi che si erano prenotati. A questa videoconferenza si era arrivati dopo settimane di trattative durante le quali Ordine, sindacato e numerosi giornalisti avevano chiesto di poter fare, dopo quasi tre mesi, domande dirette al presidente De Luca".

Ciarambino (M5s): "Conferenza censurata, De Luca non ammette contraddittorio"

Sull'atteggiamento di De Luca e sulla decisione di abbandonare la conferenza stampa per un problema audio, senza attendere che il collegamento fosse sistemato e quindi di fatto non permettendo ai giornalisti di porre domande, è intervenuta Valeria Ciarambino, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle in Campania.

“Il povero De Luca andrebbe compreso. Dopo cinque anni in cui ha affidato pensiero unico e propaganda personale a una tv compiacente del suo feudo che gli ha offerto lo spazio di un monologo settimanale, garantendogli totale assenza di contraddittorio e nessuna possibilità di smentita, proprio non se l’è sentita di affrontare una vera conferenza stampa con veri giornalisti. Aveva intuito, questo scaltro e visionario signore, che non sarebbero state le domande preconfezionate della tv di Delucopoli. Che attenti cronisti, che nella nostra regione non mancano affatto, avrebbero avuto finalmente la possibilità di chiedergli delle sue iniziative tese a depotenziare la sanità pubblica per favorire le cliniche private. O del perché, ad esempio, non sia stato ancora revocato l’appalto all’azienda incaricata di costruire gli ospedali modulari, benché siano trascorsi oltre due mesi dai 18 giorni previsti dal bando. E magari anche di quello strano bando di una notte per l’esame dei tamponi che pareva stranamente cucito addosso a un laboratorio privato che i tamponi già li esaminava senza autorizzazione”.

“La verità – continua Ciarambino – è che nel regno di De Luca non può esistere libertà di informazione, pensiero o opinione. I principi di democrazia sono puntualmente calpestati da questo personaggio, che quando viene colpito nel vivo si rifugia dietro le offese, anche sul piano personale, attingendo spesso da un turpiloquio anche volgare. Io e il mio Gruppo ne abbiamo fatto le spese più volte, quando a una dialettica politica ci sono stati contrapposti gesti e parole di una volgarità che prima che noi, ha offeso l’istituzione che De Luca indegnamente rappresenta. Con le difficoltà del momento, siamo fieri di essere stati i primi e unici politici in Campania ad oggi ad aver messo in piedi una conferenza stampa in video call, che ha visto la partecipazione di tanti giornalisti. Il cui ruolo è quello di informare facendo domande e ottenendo risposte, non certo quello di divulgare il pensiero unico del peggior governatore della storia di questa terra”.