Vincenzo De Luca con un lungo post su Facebook si è appellato ai cittadini della Campania chiedendo loro di non uscire e continuare le rigide norme di distanziamento sociale rese necessarie per evitare il diffondersi del contagio da Coronavirus. L'appello è destinato soprattutto ai genitori, all'indomani della nota del Viminale che ha parlato di «passeggiata concessa» ad un genitore con bambino.

Sarebbe un delitto vanificare i sacrifici fatti in queste settimane abbandonandosi ora a comportamenti irresponsabili.

Se in un quartiere escono cinquecento genitori con bambini al seguito, chi controlla il distanziamento di almeno un metro tra genitore e genitore, fra bambino e bambino? Chi controlla che la passeggiata avvenga nelle vicinanze dell'abitazione? Chi controlla che l'uscita duri un'ora e non una mattinata? Chi controlla i motivi di necessità? Non oso neanche immaginare quello che succederebbe in queste condizioni, nel fine settimana di Pasqua. Sarebbe come dare il via libera a tutti: una tragedia.

Il risultato sarebbe una riesplosione del contagio tra due settimane, dopo l'incubazione del virus. E così, anziché ridurre il calvario di questi giorni, lo si prolunga all'infinito con un danno incalcolabile per la salute dei cittadini. Mentre si lavora al rilancio graduale dell'economia, si farebbe ripiombare l'Italia nell'emergenza più drammatica. E questo ancora di più al Sud, dove arriva solo ora l'onda forte del contagio, e dove si è riuscito a stento a governare l'ondata dei rientri dal Nord.

Anziché dare respiro ai bambini e agli anziani, rischiamo di doverli tenere chiusi in casa a giugno e a luglio! Questa sì sarebbe una tragedia.

Il presidente della Regione Campania ha ribadito che sul territorio le ordinanze in vigore rendono ancora più strigenti le norme già emanate a livello nazionale coi Dpcm : «Ribadisco: in Campania è assolutamente vietato uscire per strada, al di là dei casi consentiti».

Rinnovo il mio appello accorato ai nostri concittadini perché rispettino rigorosamente l'ordinanza regionale che vieta le uscite. Sappiamo bene tutti noi quanto sia grande e pesante l'impegno richiesto. Chiarisco che le Forze dell'Ordine sono tenute a far rispettare le nostre ordinanze, pena comportamenti omissivi o elusivi dell'ordine dell'autorità sanitaria. Le ordinanze hanno valore di norma obbligatoria. Le "circolari" interpretative assolutamente no. In conclusione vorremmo poter lavorare senza elementi di disturbo e di confusione, per tutelare seriamente la salute dei nostri cari, come si sta facendo pur tra mille difficoltà. E vorremmo definire in questa settimana un imponente Piano regionale di sostegno sociale alle fasce deboli, e di sostegno economico alle attività produttive e professionali.