È un Vincenzo De Luca infuriato, quello che oggi pomeriggio nella sua enclave di Salerno ad un convegno medico ha attaccato duro sull'inchiesta che vede coinvolto il figlio Roberto, assessore al Bilancio al Comune salernitano, finito nel secondo video dell'inchiesta giornalistica di Fanpage.it su affari, politica e rifiuti. "Siamo impegnati in un lavoro gigantesco – ha detto il presidente della Regione Campania senza mai far diretto riferimento a Fanpage.it -. Quando fai queste riforme, i contraccolpi ci sono". Il governatore usa, come spesso è abituato a fare, la metafora bellica: "Ma andremo avanti a carro armato. Mettiamo in conto resistenze, sabotaggi, persino operazioni, nelle ultime ore addirittura di uso di camorristi per ricattarci. Non perdete tempo".

"I miei concittadini di Salerno mi conoscono – ha concluso l'ex sindaco, senza mai citare il figlio indagato né l'altro figlio, Piero De Luca, candidato alla Camera per il Partito Democratico in Campania -. Non perdete tempo. Se pensate di ricattarci non perdete tempo. Andremo avanti senza derogare di una virgola agli obiettivi che ci siamo dati". "In queste ore si stanno mettendo in piedi cose infami, al limite della barbarie. Siamo arrivati a questo in questo Paese. Non perdete tempo, state sereni tutti quanti. Noi andremo avanti come un treno".

In serata sul suo account Facebook il governatore della Campania lancia un nuovo affondo:  «In Italia siamo giunti alla barbarie. Camorristi trafficanti di cocaina, ingaggiati per mettere in atto operazioni oscure di aggressione personale e politica. Oltre ogni decenza. Oltre ogni vergogna.
C'è da aspettarsi un'onda di ripulsa morale e di disgusto da parte di tutte le persone perbene, al di là dei colori politici, per una provocazione tanto scoperta e costruita quanto ignobile e fondata sul nulla. Per adesso voglio rivolgere ai camorristi e chi li ingaggia, un mio messaggio sobrio e amichevole: vi faremo ringoiare tutto».