Durante il taglio del nastro/comizio nel cuore del suo feudo salernitano, il Cilento, lo ‘stracandidato' Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, fa come il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e pigia il tasto dell'orgoglio territoriale sulla gestione dell'emergenza Coronavirus  in regione:  «Oggi la Campania si presenta a testa alta. Siamo la Regione che ha retto meglio di tutti. Proviamo ad immaginare se Codogno si fosse trovata qui, cosa sarebbe successo. Ci avrebbero tappato la bocca per altri 30 anni. Noi però siamo persone civili, non speculiamo su nulla», dice. Una affermazione, quella sull'epicentro della pandemia italiana da Nuovo Coronavirus, che fa il paio con quella del sindaco-avversario che aveva affermato: «Immaginate se questo virus, invece di partire dalla Lombardia, fosse partito dalla Campania: il primo decreto – aveva dichiarato il sindaco partenopeo – sarebbe stato quello di sparare a vista qualsiasi meridionale».

«Sono stracandidato, a Dio piacendo», così ieri il governatore aveva detto in un'intervista web con la Fondazione Luigi Einaudi, sulle prossime Elezioni Regionali 2020 in Campania. Se fino a qualche settimana fa, in piena Fase 1, la popolarità e i sondaggi politici su De Luca erano schizzati alle stelle, oggi l'ex sindaco di Salerno sa che nel post-lockdown deve affidarsi ad altro perché il sentimento degli elettori fa presto a cambiare. De Luca avrebbe voluto elezioni subito e lo ribadisce chiaramente:  «Le opposizioni hanno paura di andare a votare, va bene così perderanno ancora più voti. A Roma c'è un governo di squinternati, delle forze politiche di squinternati».