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De Luca e le pressioni sui sindaci: il governatore indagato per voto di scambio

Il 24 novembre la Procura di Napoli aveva aperto un fascicolo senza ipotesi di reato. Adesso si apprende che i pm contestano al governatore il reato di istigazione al voto di scambio. L’oggetto dell’inchiesta è sempre lo stesso: l’incontro del 15 novembre tra il governatore e 300 sindaci della regione sul Referendum Costituzionale.
A cura di Valerio Papadia
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Prosegue l'inchiesta sul presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e sull'ormai famoso incontro dello scorso 15 novembre avvenuto all'Hotel Ramada tra il governatore e circa 300 sindaci dei comuni della regione, nel corso del quale De Luca aveva fatto pressioni sugli amministratori affinché portassero voti sul fronte del "Sì" al Referendum Costituzionale. Alla cronaca erano balzate le frasi del governatore rivolte ai sindaci, in particolare quelle al sindaco di Agropoli, al quale De Luca aveva suggerito di ingraziarsi gli elettori offrendo cene a base di frittura di pesce e gite in barca. Proprio alla luce di queste parole, si apprende che la Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta su De Luca, indagato il reato di istigazione al voto di scambio.

Nello specifico, la Procura partenopea, lo scorso 24 novembre, aveva già aperto un fascicolo nei confronti del governatore campano, senza però alcuna ipotesi di reato. Soltanto ieri, invece, il consiglio regionale aveva respinto la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni proprio nei confronti di De Luca, richiesta proprio per le stesse motivazioni per cui, adesso, la Procura potrebbe avviare l'indagine.

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