dema-renzi

Due missive sono partite da palazzo San Giacomo, una diretta nella vicina Santa Lucia, al palazzo della Regione, l'altra un po' più lontano, a palazzo Chigi. Nel giro di 24 ore si è svolto lo scambio di lettere tra Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca. A 48 ore di distanza, invece, la risposta di Matteo Renzi non è ancora arrivata. Il sindaco di Napoli aveva chiesto un "incontro urgente" al premier, auspicando un segnale di intesa da Roma: "Appena Renzi dovesse chiamare – ha detto de Magistris – ci mettiamo in treno, come sempre in seconda classe, e andiamo a Roma".

Bagnoli, più di ogni altra questione, è il punto dirimente sul quale si discuterà. Ieri De Luca ha fatto sapere che 50 milioni di euro, che rientravano nella Legge di Stabilità 2015, sono disponibili per la bonifica. Matteo Renzi si è spinto oltre, ha parlato addirittura di una "no tax" area alla Dublino, per incentivare ed attrarre imprese che sono in fuga da Londra per la brexit. In questo modo, così come la città irlandese è riuscita a calamitare colossi come Google, Facebook, Microsoft e altri, anche Napoli potrebbe riuscire a diventare attrattore di investimenti dall'estero. Ad ogni buon conto, dopo lo scontro istituzionale consumatosi sul terreno elettorale, potrebbe aprirsi, tra de Magistris e Renzi, una fase di tregua che, ora come mai, conviene ad entrambi.

Intanto, ieri il sindaco ha preso parte a un'assemblea cittadina molto partecipata a Bagnoli. "Ci siamo dati un metodo di lavoro – ha spiegato de Magistris – tra cittadini, territorio, Municipalità e Comune. A Napoli non c'è un laboratorio, ma un nuovo modo di fare politica fatto di demos, polis, agorà, autogoverno e partecipazione popolare".