2 Giugno 2019
10:29

Castellammare di Stabia, denuncia di studentessa 15enne: “Il bidello mi ha stuprata a scuola”

Un uomo di 55 anni è stato arrestato a Castellammare di Stabia (Napoli): avrebbe abusato sessualmente di una studentessa di 15 anni nell’istituto in cui lavorava come bidello. Forse anche una seconda giovane sarebbe stata vittima delle sue “attenzioni”. L’uomo è ora ai domiciliari. Le indagini partite nel dicembre 2018 dopo la denuncia della 15enne.
A cura di Giuseppe Cozzolino

Un uomo di 55 anni è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l'infamante accusa di abusi sessuali, che sarebbero stati compiuti su almeno una ragazzina minorenne. L'ordinanza è stata emessa dalla Procura di Torre Annunziata, su richiesta della locale procura olplontina. Si tratta del bidello di un'istituto di Castellammare di Stabia, nel Napoletano, sul quale le indagini della Polizia del comune stabiese si erano concentrate già da tempo e che ora hanno portato alla misura restrittiva nei suoi confronti: l'uomo è stato arrestato nella giornata di venerdì 31 maggio dagli agenti di Polizia della locale stazione stabiese. Tutto è partito dalla denuncia di una ragazzina di soli quindici anni, che sei mesi fa aveva deciso di raccontare tutto ai propri genitori: ma dal suo racconto, ci sarebbe un'amica della giovane, sua coetanea e compagna di scuola, che sarebbe stata un'altra vittima di questi abusi subiti tra le mura scolastiche.

Abusi sessuali a scuola, storia iniziata nel 2018

A dicembre 2018, la giovane aveva raccontato tutto ai genitori, che avevano così immediatamente fatto partire una denuncia contro l'uomo. Inizialmente, lui aveva negato ogni addebito. Ma le indagini da parte delle forze dell'ordine sono continuate: da una macchia su un pantalone è stato estratto del DNA che è stato poi confrontato con quello dell'uomo, al quale gli inquirenti avevano chiesto di sottoporsi. Ed è la conferma delle accuse della giovane. Scatta l'ordinanza restrittiva che porta l'uomo ai domiciliari, mentre vengono posti sotto sequestro computer e cellulare dell'uomo, un cinquantacinquenne stabiese: su questi dispositivi, partono le perizie tecniche per verificare se questa vicenda possa riguardare anche altre vittime.

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