Antonella Tuosto, la donna colpita dalla scheggia di un petardo artigianale nella notte di Capodanno. [Foto / Facebook]
in foto: Antonella Tuosto, la donna colpita dalla scheggia di un petardo artigianale nella notte di Capodanno. [Foto / Facebook]

BENEVENTO – Scarcerato il carabiniere accusato di essere il presunto responsabile del ferimento di Antonella Tuosto, la donna di Sant'Agata dei Goti, nel beneventano, che a Capodanno era stata ferita dalle schegge di un petardo. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti annullato l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per l'uomo, un quarantaseienne della provincia di Benevento che resta al momento l'unico indagato per la vicenda.

Appena dodici giorni fa, il 17 gennaio, l'appuntato dei carabinieri di quarantasei anni era stato raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, dopo che la procura di Benevento aveva fatto parlato di "gravi indizi di colpevolezza" per quanto riguarda i reati ipotizzati di detenzione e porto illegale di materiale esplosivo, commessi nelle immediate vicinanze di parchi e giardini pubblici e con le aggravanti dei futili motivi, della minorata difesa nonché con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione.

La ricostruzione della Procura sannita

L'appuntato dei carabinieri risultava già indagato dallo scorso cinque gennaio: secondo le indagini della Procura sannita, sarebbe stato lui il responsabile dell'esplosione che nella notte di Capodanno portò al ferimento di Antonella Tuosto, raggiunta in pieno petto da una scheggia di un petardo, che le era costato il ricovero in prognosi riservata ed un intervento chirurgico. Dall'acquisizione delle immagini degli impianti di videosorveglianza di un negozio, aveva spiegato la procura sannita, si sarebbe dunque riusciti a risalire all'identità dell'uomo, che era risultato essere l'appuntato dei carabinieri, originario del posto, e raggiunto così dall'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Dai rilievi, secondo la Procura sannita che ha coordinato le immagini, sarebbe emerso che l'ordigno innescato dall'uomo ad una distanza di circa 8,40 metri dalla tensostruttura dove si trovava la donna, a sua volta distante 11 metri dal luogo della deflagrazione, era un ordigno "improvvisato, non convenzionale, micidiale e non classificato", come spiegato dalla Procura stessa. Ordigno che, esplodendo, avrebbe lacerato quindi con le sue schegge anche la copertura della tensostruttura, colpita in tre punti diversi, e sfiorandone altre, colpendo quindi la donna che poi è finita ricoverata in ospedale. Nei suoi confronti, aveva quindi aggiunto ancora la Procura, si ipotizzava quindi anche il reato di lesioni colpose gravi, nonché di accensione ed esplosioni pericolose.