Una donna è morta a causa di un blocco urinario dopo aver atteso dieci ore all'ospedale San Giovanni Bosco: è accaduto domenica sera, quando la donna, una napoletana di 66 anni, è deceduta dopo il trasferimento all'ospedale Cardarelli di Napoli. Una vicenda sulla quale adesso si vuole fare piena luce, per chiarire responsabilità ed eventuali negligenze. Il caso è finito all'attenzione di Ciro Verdoliva, commissario straordinario dell'Asl Napoli 1, che ha garantito ora l'apertura di un'inchiesta interna per fare massima chiarezza in tempi brevi. Lo ha fatto sapere il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, già componente della commissione sanità di Santa Lucia, che ha poi evidenziato come si tratti di un'operazione necessaria per approfondire ogni aspetto legato a questa faccenda, che rischia di sfociare ora in un caso di malasanità a tutti gli effetti.

"Qualora i risultati dell’inchiesta dovessero confermare le notizie che sono emerse" saremmo di fronte ad alcuni aspetti molto gravi", ha aggiunto ancora Borrelli, che ha poi ricordato che stando a quanto riportato dai parenti della donna deceduta ci sarebbe stato anche un caso di "termometro mancante", un episodio gravissimo qualora confermato. Va anche chiarito, ha spiegato Borrelli, come sia stato possibile "che la donna abbia dovuto attendere così a lungo nonostante la febbre alta e il blocco urinario". L’inchiesta servirà ad appurare ogni responsabilità ed a sanzionare eventuali negligenze". Intanto, i familiari della donna hanno già nominato un legale di fiducia e chiesto tutta la documentazione al nosocomio partenopeo, per avviare le prime indagini su eventuali responsabilità nel decesso della donna. Duro il commento del ministro degli Interni Matteo Salvini. Il vice-premier e leader leghista ha commentato la vicenda, ancora in fase di chiarimenti da parte delle autorità sanitarie locali, direttamente sul proprio profilo Facebook: "Senza parole, non si può morire così".