Reduci dal successo di Pino è dove, tra le tante critiche, sono stati i due artisti più apprezzati e stimati, James Senese ed Enzo Avitabile tornano a Napoli ma da protagonisti assoluti, per una serata che li vedrà condividere il palco con il rapper Luchè, in una commistione di generi e generazioni che inaugurerà la terza stagione del Noisy Naples Fest che come ogni anno si terrà all'Arena Flegrea di via Terracina a Fuorigrotta. Parte con un concerto a ingresso gratuito, quella che gli organizzatori hanno definito una "grande festa popolare", questo terzo appuntamento di un festival partito con enormi ambizioni e nomi di tutto rispetto che, però, nei primi anni ha avuto qualche difficoltà a carburare, forse anche a causa delle difficoltà intrinseche della città che sta tornando solo in questi ultimi anni a rivedere nomi di calibro mondiale, dopo che note realtà locali in questi anni hanno tenuta viva l'attenzione con nomi del mondo alternativo italiano, affrontando non poche difficoltà.

Napoli nel mondo con Senese e Avitabile

Se festa popolare doveva essere quelli di Avitabile, Senese e Luché sono forse tra i nomi migliori che si potevano scegliere. Generazioni a confronto che in questi ultimi anni hanno saputo mantenere un profilo di tutto rispetto: James Senese ha appena pubblicato il suo ultimo album, "Aspettanno ‘o tiempo", una raccolta dei suoi più grandi successi che suggellano una carriera lunga 50 anni in cui il sassofonista di Miano ha messo le basi per il Neapolitan Sound, tra Showmen, Napoli Centrale e Pino Daniele, tra gli altri, oltre a una gloriosa carriera solista. Il suo sax è stato forse uno degli elementi più importanti della celebrazione del mascalzone Latino di qualche giorno fa al San Paolo, dove c'è stato anche un duetto proprio con Enzo Avitabile in "Tutta n'ata storia". Avitabile è un altro dei nomi che in questi ultimi anni è stato in grado di portare la napoletanità nel mondo, grazie alla sua world music sempre attenta agli ultimi e alle periferie come ha dimostrato anche nel suo ultimo "Pelle differente" e nelle vittorie di Nastri d'Argento e David di Donatello. All'Arena Flegrea sarà accompagnato dai Bottari.

Il rap di Luché

A loro si aggiunge uno dei nomi di punta del rap italiano, quello dell'ex Co'Sang Luchè, in grado di portare, un anno fa, circa sei mila persone al Pala Partenope e autore, nel 2016 di Malammore, uno dei migliori album del genere di quell'anno, con pezzi come "‘O Primmo Ammore", "Bello" e "Ti amo". Oltre alla musica ci sarà anche la possibilità di assistere la Mostra Fotografica "Il cielo sopra Napoli – Scatti e storie in note", progetto/installazione del giornalista e scrittore Carmine Aymone e del musicista, scrittore e pubblicitario Giovanni Scafoglio.

Bonobo e un calendario di star

Questi primi tre nome daranno, quindi il la, alla rassegna che ha un calendario forse un po' troppo disomogeneo, con questa diversità che viene compensata da alcuni dei nomi annunciati. Nelle prossime settimane, infatti, a Napoli sbarcheranno nomi importanti di vari generi musicali, alternando nomi internazionali a quelli italiani. Ci saranno, tra gli altri, l'ex Oasis Noel Gallagher il 21 giugno, Coez, il 29 giugno, Paul Kalkbrenner il 30 giugno, i Kasabian il 15 luglio e Sting il 30 luglio. Domani, però, toccherà a uno dei nomi più importanti dell'elettronica mondiale, ovvero Bonobo, producer britannico tra i più apprezzati al mondo, headliner nei maggiori festival europei (dal C2C al Sónar) e autore di "Migration". Quello di Bonobo è un nome importante, nonché una scommessa e un atto di coraggio, come scrivemmo qualche mese fa, con i complimenti a chi aveva creduto, dopo i problemi dello scorso anno con i Justice, ad esempio, che era possibile portare nomi grossi anche alle falde del Vesuvio.