Uscita da qualche mese con il suo ultimo album La Mentirosa, Flo continua il suo tour che sbarcherà al Teatro San Ferdinando di Napoli il 30 novembre, quando salirà sul palco accompagnata da Marcello Giannini (Chitarra Elettrica ed acustica), Michele Maione (Percussioni) e Davide Costagliola (Basso e Contrabasso). La cantante, amata da Daria Bignardi, che l'ha voluta sul palco al suo fianco, ha anche sfiorato la partecipazione a Sanremo Giovani con il brano "Se move".

Ciao Flo, partiamo da Napoli: che succederà al San Ferdinando, cosa canterai? Che spettacolo hai messo su?

Abbiamo inaugurato il tour estivo con un concerto “d’assalto”, che ci ha dato le conferme di cui avevamo bisogno per affrontare una calda estate. Il pubblico in piedi, eccitato, con le mani nell’aria è sempre una bella “botta”. Tuttavia mi era rimasta la voglia di un concerto più godibile dal punto di vista acustico, con più spazio per le parole, le dinamiche emotive e gli ospiti musicali, così ho scelto di far partire il tour invernale in teatro.

Nella tua Napoli porterai qualche ospite speciale?

L’idea degli ospiti è stata organica e non una trovata tanto per. Gli Ondanueve string quartet e l’ensemble percussivo con cui condivideremo il palco hanno suonato ne “La Mentirosa”, quindi c’era un dialogo aperto. Poi ci saranno le opere di Antonella Romano, gli abiti di Ines Torino, le luci di Diego Contegno… Tutti professionisti che conosco e stimo da anni. Una bella squadra insomma…

Come proseguirà il tuo tour? Continui a ricevere molti consensi anche dall’estero, leggevo recensioni entusiaste.

Il 2 suoneremo in Sardegna, dove ormai sono di casa. Un Capodanno di cui non posso rivelare ancora nulla e poi si parte per l’Austria, la Francia, la Germania, il Portogallo e probabilmente torniamo in Sudamerica. Nel frattempo tutto marzo sarò al Rond Point di Parigi per la ripresa della pièce teatrale Madame Pink diretta da Alfredo Arias.

Ultimamente sei stata protagonista di un format pensato da Daria Bignardi. Come siete arrivate a collaborare?

L’incontro con Daria è stato casuale: è venuta ad un mio concerto a Milano e il giorno dopo mi ha scritto su Facebook dicendomi delle cose bellissime. Poi è venuta a Napoli, l’ho portata a mangiare il ragù con i friarielli e siamo diventate amiche. Mi disse che alcune delle mie canzoni sentiva come se le appartenessero e che alla prima occasione avrebbe voluto avermi sul palco con lei. Così quando è nata l’idea di portare in giro delle letture tratte dai suoi libri, da Svevo, Vittorini, mi ha chiesto se volevo farne parte. Abbiamo debuttato a Bologna ed è stato un successo. Il pubblico la ama molto come donna e come scrittrice.

Che percorso sta prendendo questo La Mentirosa?

La Mentirosa ha avuto molti consensi in Italia, ma ancora di più all’estero. È proprio di pochi giorni fa la recensione su Songlines, una delle testate musicali più importanti al mondo, che mette a La Mentirosa, 4 stelle su 5. Anche con Il mese del Rosario era accaduto, ma stavolta essendo io anche produttrice, la soddisfazione è doppia.

Senti, qualche giorno fa “Quale amore” è diventata colonna sonora per la Rete Anti Violenza del Comune di Milano, nella Giornata contro la violenza sulle donne. La dimostrazione che le canzoni le scrivi e poi prendono vita a sé e continuano a camminare indipendentemente dal proprio volere.

Ma menomale. Noi non abbiamo il potere e la forza di tenere per mano tutte le nostre creature, ad un certo punto le devi lasciare andare. È bello quando un pezzo scritto nel 2014 ritorna con tante cose nuove da raccontarti. Mita Graziano, interprete della lingua dei segni, mi ha raccontato di essere stata ad un mio concerto qualche anno fa sempre a Milano. Da quel momento ha lavorato a quest’idea, ha cercato il supporto delle istituzioni per realizzare questo video e finalmente è stato realizzato. In rete ha ottenuto migliaia di condivisioni in poche ore. Ne sono felice perché il problema dell’isolamento linguistico, oltre che della violenza di genere è una faccenda molo seria che dovrebbe coinvolgerci tutti.

Avevi presentato un brano per il Festival di Sanremo e sei stata a un passo. Quale sarà la vita di “Se move”?

Le canzoni nascono e da qual momento esistono. In quale forma o scatola si vedrà. Credo che la metterò nel mio prossimo disco o magari nel live della prossima estate. Vedremo. Nel frattempo se move…

Un testo lungo, pieno di parole, che gioca con anafore e rime con schemi diversi. Ci parli un po’ di questo pezzo?

Non volevo partecipare alle selezioni perché sapevo e so che in certi campi non si gioca ad armi pari. Mi hanno convinta e alla fine, contando sul mio spirito sportivo e sulla mia capacità di leggerezza, ho deciso di mettermi a lavoro poco prima della scadenza dei termini. Avevo un pezzo scritto un anno fa, ci ho rimesso le mani, ma a 3 giorni dalla scadenza ho scritto sul volo Olbia- Napoli Se move. Forse quel volo, la libertà e la naturalezza con cui prendevo quell’aereo, con cui si spostano le cose e le notizie, mi ha fatto pensare a quanto sia assurdo negare questa libertà agli esseri umani. È un pezzo che mi piace molto. Mi dispiace per Sanremo, per loro intendo.