Su un campione di ragazzi intervistati nel 2017, il 13,3% ha ammesso di avere assunto, nei 12 mesi precedenti, della spice, contro una media nazionale di 11,9%. Si tratta in sostanza di una droga sintetica simile alla marijuana, ottenuta irrorando delle erbe normali tritati con delle sostanze sintetizzate in laboratorio che agiscono sugli stessi recettori del THC. Gli effetti sembrano quindi quelli della marijuana, ma possono rivelarsi devastanti. Parallelamente, è in aumento anche il consumo di NPS, le "legal highs", che sono quelle sostanze chimiche dagli effetti psicotropi che, per un buco legislativo, sono però legali: sono "nuove droghe", di recente sintetizzazione, e non sono state (ancora) inserite nelle tabelle degli stupefacenti. Anche in questo caso in Campania si registra un dato più elevato rispetto alla media italiana: 6,1% contro il 4,3%.

I dati sono stati diffusi nel corso del convegno sulle dipendenze patologiche Addiction First, che si è tenuto a Frattamaggiore, in provincia di Napoli. Tra gli esperti che vi hanno preso parte Antonio d'Amore, direttore generale dell'Asl Napoli 2 Nord, Vincenzo Lamartora, coordinatore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell'Azienda Sanitaria, Gilberto Gerra, direttore della Divisione Prevenzione e Salute dell'Onu dedicata alle droghe e al crimine e Sabrina Molinaro, responsabile del Laboratorio di Epidemiologia e Ricerca sui servizi sanitari dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR. Al centro dell'incontro, i dati della ricerca Espad "Progetto di ricerca europeo sul consumo di droghe e alcol tra gli studenti". L'indagine è stata svolta nel 2017 e chiusa nel 2018 e ha interessato i ragazzi campani tra i 15 e i 19 anni.

"Il consumo di spice in tutta Italia è aumentato negli ultimi anni – ha detto Sabrina Molinaro – i ragazzi in molti casi non sanno nemmeno distinguerla da marijuana e hashish. Eppure le spice sono molto pericolose perchè, essendo sintetizzate in laboratori improvvisati, possono contenere mix non controllati di sostanze. Il loro successo è dovuto al basso costo e al fatto che, essendo inodore, non vengono trovate dai cani antidroga". Discorso simile, spiega l'esperta, vale anche per le NPS, anche queste ottenute in laboratori e con scarsi controlli e diffuse in virtù del costo basso.

"La componente genetica che determina la dipendenza patologica – ha aggiunto Gilberto Gerra – vale per circa il 50% delle diverse cause che spingono alla dipendenza. Le condizioni di vita e di crescita, però, possono annullare lo svantaggio genetico. Per questo motivo è importante il ruolo dei genitori e della famiglia".