[Foto di repertorio]
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Questa volta il nascondiglio era nelle scarpe, e solo una minuziosa perquisizione ha permesso agli agenti della polizia penitenziare di scoprirlo: infilate nelle suole, c'erano numerose dosi di droga e anche quattro microcellulari. Il destinatario della consegna era un familiare, un boss della camorra napoletana detenuto nel reparto di alta sicurezza del carcere di Secondigliano, che con quel piccolo carico avrebbe potuto smerciare gli stupefacenti e permettere i contatti con l'esterno, mettendo i cellulari a disposizione degli altri detenuti o parlando direttamente con gli affiliati.

La consegna è stata sventata durante il controllo prima delle visite. L'uomo è stato individuato dalla polizia penitenzairia e arrestato dopo la perquisizione. Giudicato con rito per direttissima, è stato sottoposto agli arresti domiciliari. I cellulari sequestrati, del tipo facilmente reperibile sul mercato legale per poche decine di euro, erano simili a quelli rinvenuti negli ultimi tempi in diverse carceri, anche tra Napoli e provincia. Si tratta di prodotti con funzioni "ridotte all'osso", più piccoli di un accendino, leggeri e facili da nascondere, dotati di un piccolo auricolare per le telefonate.

A maggio la penitenziaria aveva intercettato un altro carico simile, sempre nel carcere di Secondigliano e destinato a un detenuto dell'alta sicurezza: in quella circostanza vennero sequestrati due microcellulari e circa 100 grammi di hashish. Nel gennaio precedente, invece, un altro telefono era stato trovato nello stomaco di un detenuto del carcere di Poggioreale: lo aveva ingoiato per non essere scoperto ma era finito in ospedale per i forti dolori.