Due milioni di firme a sostegno della candidatura della pizza napoletana a patrimonio immateriale dell'Unesco. Il traguardo, annuncia la Coldiretti, è stato raggiunto questo fine settimana grazie anche alla mobilitazione al Villaggio contadino sul lungomare Caracciolo a Napoli. La votazione finale, che potrebbe regalare il riconoscimento all'arte dei pizzaiuoli. si svolgerà dal 4 all'8 dicembre a Seul in Corea del Sud, dove si riunirà il Comitato Intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio immateriale dell'Unesco. La pizza è l'unica candidata italiana tra le 34 che verranno esaminate. Secondo Coldiretti per la pizza è necessario "un riconoscimento internazionale di fronte al moltiplicarsi di atti di pirateria alimentare e di appropriazione dell'identità". Stando ai dati dei pizzaiuoli italiani nel nostro Paese ogni giorno si sfornano circa cinque milioni di pizze e secondo un recente sondaggio di Coldiretti circa quattro italiani su dieci ritengono che la pizza sia il simbolo culinario della penisola.

L'arte dei pizzaiuoli la settima arte italiana nel patrimonio culturale dell'Unesco

L’arte dei pizzaiuoli napoletani sarebbe la settima arte inserita nel patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. Nell'elenco ci sono già l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014). La pizza napoletana dal 4 febbraio 2010 è riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dall'Unione Europea insieme alla mozzarella. Presto anche la salsa all'Amatriciana potrebbe ricevere lo stesso riconoscimento.