Pasquale Barra in un’aula di Tribunale
in foto: Pasquale Barra in un’aula di Tribunale

Pasquale Barra, alias ‘o animale, negli anni Ottanta luogotenente di Raffaele Cutolo, capo della Nco, la Nuova Camorra Organizzata, è morto nel febbraio 2015 nella sua cella del carcere di massima sicurezza di Ferrara, dove scontava l'ergastolo. Il camorrista, detenuto da molti anni, aveva 72 anni; aveva problemi cardiaci e alcune settimane prima era stato ricoverato in ospedale, poi dimesso. "L'intervento degli agenti della polizia penitenziaria è stato repentino ed è stato subito chiamato il medico del carcere e attivato il 118, ma i soccorsi sono stati inutili", ha riferito all'agenzia di stampa Ansa Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato degli agenti Sappe.

Pasquale Barra, accusatore dell'innocente Enzo Tortora

Barra, anch'egli come Cutolo originario di Ottaviano, comune alle falde del Vesuvio, nel 1983 decise di collaborare con la giustizia e insieme ad un altro pseudopentito di mafia, Giovanni Pandico, e a Gianni Melluso, accusò – ingiustamente – anche il presentatore Rai, Enzo Tortora, causandogli processi e una lunga detenzione in uno dei più grandi casi di ingiustizia italiana. Accuse, quelle contro il presentatore di Portobello, che ‘o animale‘ non sostenne in dibattimento e che si rilevarono poi completamente infondate.

Il barbaro omicidio di Francis Turatello

Barra era anche noto con il soprannome di "boia della carceri". E fra i delitti commessi dell'uomo, ricordato come uno dei più feroci esecutori della camorra napoletana, l'omicidio in carcere del boss della malavita milanese, Francis Turatello, avvenuto nel carcere di Badu ‘e Carros a Nuoro. Barbara, l'esecuzione: "Faccia d'angelo" fu ammazzato in cella, gli furono inferte numerose coltellate da Barra e dai suoi complici, tanto da squartargli ventre e torace. Qui, poi, le testimonianze locali (sarde) riferirono che il suo corpo fu profanato, e che gli furono estratti e letteralmente azzannati organi interni, fra cui il cuore, a conclusione di un rito tribale agghiacciante. Ma sulla questione, probabilmente anche per evitare emulatori fra le decine di fedelissimi di ‘o prufessore di Ottaviano, non arrivarono mai conferme. Nel giugno del 1983 fu messo a segno il maxi blitz contro la Nuova Camorra Organizzata con l'arresto di circa 850 presunti affiliati. Nei mesi precedenti, l'uomo aveva svelato tutti i particolari del clan che negli anni precedenti si era contrapposto alla Nuova Famiglia per il controllo delle attività illecite nella provincia di Napoli. Drammatico, il confronto tra Barra e il suo ex capo Cutolo in carcere: il primo lo accusava (e si autoaccusava) di decine di delitti, il secondo sosteneva che ‘o animale fosse un pazzo «che prendeva le pillole».

A destra Pasquale Zarra nel film Il Camorrista
in foto: A destra Pasquale Zarra nel film Il Camorrista

La storia di ‘o animale nei libri e nei film

La storia di Barra fu raccontata dal giornalista Joe Marrazzo nel libro "Il Camorrista" da cui fu tratto un film di successo con analogo titolo girato da Giuseppe Tornatore con Ben Gazzara come protagonista: in quel caso il nome di Barra fu trasformato in Gaetano Zarra, incaricato dei peggiori atti criminali, fra cui, appunto, l'omicidio del boss milanese (il cui nome nella pellicola fu tramutato in Frank Titas). Un altro elemento importante riguardante Barra lo fornisce nel libro di Antonio Franchini "L'Abusivo" su Giancarlo Siani, quando fa parlare Enzo Perez, compianto decano dei giornalisti di cronaca Nera de Il Mattino. In particolare "Zio Perez" ricorda alcune testimonianze dirette sull'aggressività e la cautela, quasi da fiera in gabbia, di Barra, all'epoca della sua detenzione e del suo status da pentito di camorra.

‘O Maestrale in Gomorra 4

A Pasquale Barra nel 2019 si è ispirata la serie TV Gomorra 4 per il personaggio del camorrista  " ‘O Maestrale". Nella serie di Sky Atlantic il boss Genny Savastano dice, spiegando il perché del coinvolgimento di un nuovo personaggio: "la prossima sarà una guerra lunga e faticosa, e un uomo che ha avuto il coraggio di mangiare il cuore del proprio nemico dentro il carcere è un uomo pronto a tutto". Parole che spiegano senza ombra di dubbio alla storia di chi si sono ispirati gli sceneggiatori.