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Ecco perché periodicamente Napoli si riempie di rifiuti: doppio blocco ad Acerra e Caivano

Napoli è stata sommersa di rifiuti per 20 giorni, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, in contemporanea con lo scoppio dell’emergenza Coronavirus. Il motivo dei rallentamenti della raccolta in città è legato ad un doppio blocco: da un lato un guasto allo Stir di Caivano, dall’altro il fermo di una linea del termovalorizzatore di Acerra.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Foto repertorio
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Un guasto al nastro di linea che trasporta i rifiuti allo Stir di Caivano e il fermo di una linea di incenerimento del Termovalorizzatore di Acerra sono i motivi dietro la crisi dei rifiuti che si è registrata a Napoli negli ultimi 20 giorni. Tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, in contemporanea con l'esplodere a livello nazionale dell'emergenza Coronavirus, infatti, in città hanno rifatto la loro comparsa i cumuli di sacchetti di immondizia. Allo Stir di Caivano, per accedere all'impianto di tritovagliatura, invece, ogni giorno si affollavano code di 50 automezzi, in attesa di entrare per scaricare i rifiuti di Napoli e degli altri Comuni della provincia. Una situazione al limite dell'insostenibili che non ha contribuito a rasserenare il clima in città, già alle prese con le misure di prevenzione dal contagio.

Crisi dei rifiuti in contemporanea all'emergenza Coronavirus

In molti, infatti, in questi giorni, si sono chiesti per quale motivo, mentre gli addetti specializzati della NapoliServizi, dell'Asl e delle ditte private intervenivano per sanificare scuole, teatri, impianti sportivi e altri luoghi pubblici, le strade cittadine invece restassero sporche e invase dall'immondizia. La crisi dei rifiuti di fine febbraio a Napoli, nel pieno dell'emergenza Coronavirus, rivela una nota di Asìa, invece, è stato legato ad un doppio blocco, come detto: per un guasto allo Stir di Caivano e per la manutenzione di Acerra.

Il dossier del presidente Asìa: “Messa in atto ogni azione”

I rallentamenti che si sono verificati da metà febbraio “presso lo Stir di Caivano – scrive il presidente di Asìa, Maria De Marcodove le file all'esterno dello stesso si aggirano in tutto l'arco della giornata a circa 50 automezzi, sono dovuti alla chiusura di una linea di termovalorizzatore di Acerra, nonché alla riparazione negli ultimi giorni di un nastro di linea e altre varie problematiche tecniche allo Stir di Caivano”. “Ogni azione utile per limitare l'attesa dei nostri mezzi agli impianti – sottolinea l'assessore all'Ambiente Raffaele Del Giudiceè messa in atto”. L'approfondimento sulla questione della crisi dei rifiuti era stato chiesto dal presidente della commissione Infrastrutture, Nino Simeone, che si era rivolto ai servizi competenti della Città Metropolitana, Asìa e Sapna, in quanto erano “giunte notizie e video di attese lunghissime da parte di decine e decine di mezzi Asìa e di altre aziende di raccolta rifiuti che si recano a scaricare presso i Cdr di Caivano, circostanza che crea notevoli difficoltà alla città di Napoli incidendo sia in termini di costi di personale che di accumulo di rifiuti in città”.

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