Le elezioni Politiche di oggi, 4 marzo, saranno probabilmente ricordate per le lunghe code ai seggi che non si vedevano da diverso tempo. Anche Napoli non ha fatto eccezione: in diversi punti del capoluogo partenopeo si sono registrate attese anche fino a un'ora per votare, come al seggio 36 di Mergellina. Le file non sono però dovute all'alta affluenza (alle ore 12 aveva votato in tutta Italia il 19,43 per cento degli elettori), quanto alle operazioni di voto rese più complesse dal cosiddetto "tagliando antifrode". Cos'è? Si tratta di un tagliandino adesivo e rimovibile posto sotto alle schede per Camera e Senato, che identifica ciascuna scheda autenticata dai componenti del seggio elettorale mediante un codice progressivo alfanumerico. Il tagliandino antifrode, che va staccato dai componenti del seggio prima dell'inserimento delle schede nelle urne, non consente di controllare per chi ha votato un elettore. Al contrario, promette di evitare uno dei sistemi più diffusi di controllo del voto: la cosiddetta "scheda ballerina".

La frode della scheda ballerina è apparsa in un episodio di Gomorra

Questo "trucco" è apparso anche in un episodio della prima stagione della serie tv Gomorra (chiamato "La scheda bianca"), realizzata sulla base dell'omonimo libro di Roberto Saviano. Vi ricorre il boss Genny Savastano per portare alla vittoria il candidato sindaco da lui appoggiato. In cosa consiste? In primo luogo occorre recuperare una scheda elettorale "bianca", rubandola o approfittando della complicità di uno dei componenti del seggio. Una volta portata all'esterno, la scheda viene votata da chi è intenzionato a controllare il voto e viene consegnata all'elettore che "è controllato". Questo, una volta nel seggio con la scheda già votata in tasca, riceve una nuova scheda elettorale intonsa. Nella cabina, procede a sostituire la scheda intonsa con quella già votata, che consegna ai componenti del seggio e viene inserita nell'urna. Una volta fuori dal seggio, l'elettore complice di questo sistema fraudolento consegna all'ideatore della frode la scheda intonsa, che sarà nuovamente votata e consegnata a un altro elettore compiacente: via via, questo sistema dà luogo a un "balletto di schede" che ha dato il nome alla frode. Non si tratta solo di fiction: il meccanismo della scheda ballerina è citato anche nel processo di primo grado denominato "Il principe e la ballerina" che ha portato, ad aprile dello scorso anno, alla condanna a cinque anni di reclusione per Nicola Cosentino, oltre alle condanne per diversi altri imputati.

Con il nuovo "tagliando antifrode" il fenomeno della scheda ballerina dovrebbe essere scongiurato e con esso uno dei tanti pericoli di inquinamento del voto. Il nuovo meccanismo però ha causato non poco nervosismo negli elettori, chiamati a fronteggiare lunghe code per esercitare il loro diritto: "Bisogna spiegare il nuovo sistema a moltissimi elettori – ha spiegato all'Ansa la presidente del seggio allestito al Liceo Genovesi, in piazza del Gesù, nel cuore di Napoli – e molti devono tornare nella cabina elettorale perché non avevano piegato bene la scheda". La nuova regola prevede anche che sia lo scrutatore a mettere la scheda nell'urna: "Diverse persone si sono sorprese – ha spiegato un altro scrutatore – ma quando spieghiamo loro la nuova legge e vedono che quando ci consegnano la scheda la mettiamo nell'urna sotto il loro sguardo si tranquillizzato".
Quello che segue è uno stralcio dell'inchiesta giudiziaria della Procura di Napoli, la cosiddetta ‘Principe e Scheda Ballerina'  che coinvolse decine tra imprenditori, faccendieri e politici (fra cui l'ex sottosegretario di Forza Italia Nicola Cosentino).