A tradirlo è stato il "click" del telefonino: il rumore è stato sentito all'esterno della cabina, i presenti se ne sono accorti ed è scattata la denuncia. È successo in mattinata a Montemiletto, in provincia di Avellino, dove oltre che per le Europee si vota anche per il rinnovo del Consiglio Comunale. L'uomo era in cabina quando il personale addetto alla vigilanza ha sentito il rumore inconfondibile della telecamera del cellulare e ha avvisato le forze dell'ordine; sono intervenuti i carabinieri della stazione di Montemiletto, che hanno identificato l'elettore, un uomo di 55 anni del posto, e hanno constatato che aveva davvero scattato una fotografia alle schede elettorali dopo aver segnato la preferenza; le schede e il telefono sono stati sequestrati e l'uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino. Un altro caso simile è avvenuto nel Sannio intorno alle 12. In una sezione elettorale di Civitella Licino, frazione di Cusano Mutri, dove si vota anche per le amministrative, i carabinieri hanno trovato sul cellulare di un uomo che aveva appena votato la fotografia della scheda con la preferenza espressa; anche per lui è scattata la denuncia. La norma di riferimento è quella del Decreto Legge del 1 aprile 2008 n.49, convertito in legge il 30 maggio 2008 n.96, che all'articolo 1 recita:

"Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all'interno dei seggi elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini".

La legge è stata introdotta principalmente per contrastare il voto di scambio, in cui spesso è stata usata proprio una fotografia della scheda già votata per dimostrare al candidato di aver espresso la preferenza a lui favorevole in modo da ottenere il corrispettivo, in denaro o in favori; ultimamente la "moda" di fotografare il voto è anche legata all'utilizzo dei social network: nelle scorse votazioni molti elettori hanno pubblicato fotografie della scheda su Facebook.