Le elezioni politiche sono terminate, ma c'è chi pensa già a cosa fare nel caso bisognerà ripresentarsi alle urne. I risultati, infatti, non hanno consegnato una maggioranza ai vincitori, ed il rischio di non riuscire a formare un governo è alto. Ecco perché potrebbe essere necessario tornare alle urne, forse già dopo l'estate o comunque nel giro di pochi mesi. Un'ipotesi che vedrebbe in campo, in quel caso, anche demA, il movimento di Luigi De Magistris.

"Se si dovesse andare a rivotare a breve", ha spiegato il sindaco di Napoli, "noi di demA non aspetteremo certo cinque anni. Il Paese è in difficoltà e il congresso di maggio arriva in un momento importante". Insomma, nel caso si tornasse alle urne, demA ci sarà. Anche da solo, sebbene non sia da escludere un dialogo con altre forze politiche. "Se i 5 Stelle escono dall'idea dell'autosufficienza", ha spiegato ancora De Magistris, "si può aprire un ragionamento con quelle forze, movimenti e persone che hanno dimostrato a fatti e non solo a parole di coniugare la rottura del sistema con l'affidabilità di governo. In questo caso si possono prefigurare scenari che fino a poco fa erano difficili da prevedere come la conquista di alcune Regioni". Del resto, era stato proprio De Magistris ad escludere la presenza del movimento demA dalle recenti elezioni, spiegando che non fosse pronto "a presentarsi alle politiche del 2018. Deve ancora crescere, organizzarsi e trovare una sua identità nella pluralità delle opinioni e delle sensibilità".

De Magistris ha poi commentato le recenti elezioni politiche, che hanno visto oltre al trionfo del Movimento Cinque Stelle anche la crescita esponenziale di Matteo Salvini e della Lega. "Il leader del centrodestra è lui e lo sarà sempre di più", ha spiegato, "La Lega è ormai una forza nazionale. Il vento di destra è evidente e i Cinque Stelle sono stati al Sud un argine alla Lega ed alla destra ma bisogna constatare", ha concluso ancora De Magistris, "che anche all'interno del Movimento Cinque Stelle spira un venticello di destra".