Arzano, esplosione in un palazzo
in foto: Arzano, esplosione in un palazzo

In casa costruiva bombe artigianali in un laboratorio artigianale, chiaramente illegale e senza alcun tipo di precauzioni in merito alla sicurezza. Durante una sessione di ‘lavoro' l'appartamento intero saltò in aria a causa di un'esplosione causata da una mossa maldestra. Come si vede dalle immagini dei carabinieri di Napoli, l'appartamento, che si trovava in via Atellana ad Arzano, è stato completamente sventrato dall'esplosione avvenuta nel mese di luglio. Questa mattina, in seguito ad indagini approfondite sull'accaduto, è stato arrestato un ragazzo di 23 anni residente ad Arzano, Napoli. Dovrà rispondere delle accuse di fabbricazione e detenzione illegale di ordigni esplosivi e di crollo di costruzioni. Nei confronti del giovane i carabinieri della tenenza di Arzano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli Nord. L'indagine è stata coordinata dalla procura di Napoli Nord.  C'è un elemento che è emerso, abbastanza inquietante: a perquisizione nell'appartamento del ragazzo ha permesso di trovare, oltre a 32 ordigni preparati, anche una piccola collezione di libri su Adolf Hitler. A mettere i carabinieri sulla pista che portava alle sue responsabilità, le dichiarazioni della madre del ragazzo, ma anche quelle di alcuni condomini, e, soprattutto, video postati prima sul suo profilo Fb, poi cancellato, e su Instagram. Gli artificieri dei carabinieri, subito intervenuti, ritrovarono in quegli ambienti materiale esplosivo pericoloso, compresa la nitroglicerina, in un barattolo di vetro da un chilo, forse contenente in passato Nutella; e anche due contenitori da 25 litri di acido citrico, uno da 10 litri di liquido infiammabile e un altro pure da 10 libri con liquidi utilizzati da chi lavora le pelli.

L'esplosione ad Arzano a luglio: distrutti due appartamenti

A luglio scorso un'esplosione distrusse completamente due appartamenti in un palazzo in via atellana ad Arzano. A causa dei danni l'intero edificio fu evacuato a scopo precauzionale. Le indagini hanno consentito di acquisire gravissimi indizi nei confronti del 23enne, soprattutto grazie all'aiuto di alcuni testimoni. A casa dell'indagato sono state trovate diverse bombe artigianali potentissime (probabilmente vendute come botti di capodanno) che, secondo i carabinieri, venivano realizzate "in condizioni di assoluta precarietà per unione di componenti chimici estremamente instabili e, quindi, altamente pericolosi".