Fanghi tossici e rifiuti speciali sversati illecitamente in mare, nel tratto di costa che dalla Vigliena va a Petrarsa, nella zona sud-orientale di Napoli che arriva dal quartiere di San Giovanni a Teduccio fino alla città di Portici, alle pendici del Vesuvio. Lo hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli, che hanno apposto i sigilli ad un cantiere nautico, dal valore di circa cinquecentomila euro, denunciando anche i gestori dell'attività alla Procura della Repubblica di Napoli, di fronte alla quale dovranno rispondere di scarichi non autorizzati, gestione illecita di rifiuti, operazioni di dragaggio non autorizzate ed inquinamento ambientale.

Durante i controlli, è emerso che le acque reflue industriali del cantiere nautico, utilizzate nel ciclo lavorativo, finivano nella pubblica fognatura, senza autorizzazioni allo scarico o trattamenti e depurazioni. Inoltre, veniva stoccato fango di dragaggio in un'area non autorizzata come il fondale marino in prossimità della scogliera antistante il cantiere navale. Sequestrato al termine delle operazioni, un capannone di mille metri quadri, il piazzale esterno di circa 150 metri quadri, la gru semovente utilizzata per il dragaggio e gli stessi fanghi rimossi di circa 15 metri cubi. Sulla vicenda si è espresso anche il ministro dell'ambiente Sergio Costa, che ha spiegato: "Non c'è e non ci sarà tregua per chi continua a violare la legge commettendo reati che danneggiano il territorio". Lo stesso Costa ha quindi aggiunto che c'è massima attenzione per l'area del Sin Napoli Est, per la quale £stiamo lavorando per accelerare le procedure di bonifica, ferme ormai da troppi anni", oltre ad assicurare l'intensificazione dei controlli degli illeciti.