Anche nelle carceri è ormai tempo di Fase 2 per l'emergenza da coronavirus: in quello di Poggioreale, uno degli istituti penitenziari più grandi d'Europa con i suoi 1.779 ospiti (dato dell'Associazione Antigone, aggiornato al 30 aprile di quest'anno), per la sanificazione sono stati scelti i detenuti di "buona condotta", che dunque saranno preparati ed istruiti su come ripulire e sanificare in maniera corretta gli ambienti di lavoro del carcere napoletano. Lo ha reso noto Luigi Castaldo, vice segretario regionale dell'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp).

I detenuti di buona condotta, già protagonisti dunque di un recupero educativo specifico, saranno dotati di tutte le attrezzature idonee, ed istruiti su come procedere in maniera corretta alla sanificazione delle aree sebbene, tuttavia, le operazioni più complesse continueranno ad essere svolte come già fatto finora da una ditta esterna specializzata. L'iniziativa è stata presa dal direttore del carcere di Poggioreale, Carlo Berdini, e dal dirigente medico Vincenzo Irollo. Per quanto riguarda il protocollo di sicurezza, si procederà all'aggiornamento con le nuove linee guida specifiche per la Fase 2 emanate dal governo, mentre verrà regolarizzata anche la distribuzione della mascherine (i dpi, dispositivi di protezione individuale). Non è detto che altri istituti penitenziari, sulla scia di quanto deciso dal carcere di Poggioreale, non possano decidere di adottare misure analoghe, permettendo così a detenuti che sono già in pieno recupero educativo di potersi anche rendere utili per la comunità in cui si trovano.