L'Istituto Superiore di Sanità nella Fase 2 dell'emergenza da Nuovo Coronavirus emette un bollettino di monitoraggio periodico e per la prima volta anche la Campania, fornendo i dati richiesti, è inserita nel monitoraggio per analizzare uno degli indicatori fondamentali del contagio, ovvero Rt, l'indice di trasmissibilità. In Campania nella settimana 25-31 maggio 2020 (dati aggiornati al 3 giugno) l'Rt è di 0,58. I casi totali di contagiati sono 4.573  per una incidenza cumulativa sula popolazione di 78,82 per 100.000. Attenzione: Rt non è R0 (cioè non è quel famoso fattore cifra di cui parlò l'assessore lombardo Giulio Gallera).  Lo spiega bene un documento del magazine dell'Università di Padova:

R0 indica la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva nella sua fase iniziale in una popolazione suscettibile, Rt descrive invece il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia.

I bollettini della task force della Regione Campania hanno evidenziato "zero contagi" per due giorni, in linea con quanto evidenziato dall'Iss nel suo rapporto:

Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia è favorevole con una generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. Si rileva inoltre un forte miglioramento della qualità e dettaglio dei dati inviati dalle Regioni al Ministero della Salute ed all’Istituto Superiore di Sanità e discussi nella Cabina di Regia

Al momento in Italia non vengono riportate situazioni critiche relative all’epidemia di Covid-19. È questo in sintesi il risultato del monitoraggio degli indicatori per la cosiddetta Fase 2 per la settimana tra il 25 e il 31 maggio. Nnel rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità si sottolinea anche che per i tempi tra esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima, ovvero durante la prima fase di riapertura (tra il 4 e il 18 maggio 2020). La deduzione  è quasi ovvia:

le misure di lock-down in Italia hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/PPAA. La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla prima fase di transizione, è complessivamente positiva.

In quasi tutta la Penisola, tuttavia, sono documentati focolai di trasmissione attivi. Tale riscontro, che in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, evidenzia tuttavia come l’epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico.