Un giovane di vent'anni è stato fermato mentre si prostituiva nei pressi del Centro Direzionale da alcuni uomini dell'Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori, ma nel tentativo di "liberarsi" ha ferito uno degli agenti, colpendolo con un paio di forbicine da manicure che teneva nascoste all'interno delle proprie scarpe. Ma non gli è bastato per riuscire a sottrarsi alle forze dell'ordine.

Tutto è accaduto su via Taddeo da Sessa, una delle strade che costeggia il Centro Direzionale e dove il fenomeno della prostituzione, sia al maschile che al femminile, è particolarmente "fiorente" ed attivo praticamente a qualunque ora. Alla vista del giovane, all'apparenza di minore età, che veniva avvicinato da automobilisti in cerca di prestazioni sessuali a pagamento, gli agenti lo hanno quindi fermato e portato nel veicolo di servizio per procedere all'identificazione negli uffici.

Ma il giovane, durante il trasporto, ha iniziato a dare in escandescenze, prima minacciando gli agenti stessi e poi colpendo con calci e pugni i finestrini del veicolo. Improvvisamente, è riuscito ad estrarre da una scarpa un paio di forbicine da manicure, con le quali si è scagliato contro uno degli agenti, procurandogli una profonda ferita sulla fronte. Poi, il giovane ha provato anche a colpire nuovamente l'agente, ferendolo al braccio destro in più punti. Solo l'intervento degli altri militari ha evitato il peggio.

Il giovane è stato così bloccato, disarmato e dichiarato in arresto. Portato in caserma, dall'identificazione è emerso che si trattava di un cittadino egiziano di vent'anni, pluri-pregiudicato ed irregolare sul territorio nazionale. Solo pochi giorni fa, lo stesso era stato denunciato all'Autorità Giudiziaria dopo il furto di uno smartphone a Piazza Garibaldi. A questo punto, l'egiziano è stato portato nel carcere di Poggioreale con l'accusa dei reati di tentato omicidio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'agente ferito, medicato con punti di sutura alla testa e al braccio, ha invece riportato una prognosi di dieci giorni, oltre a dover avviare la dovuta profilassi antivirale per i prossimi mesi.