Oltre al gravissimo tributo in termini di vite umane, il coronavirus ha avuto (e sta avendo) un impatto devastante anche sull'economia. Un censimento reale di chi ha avuto problemi economici per via della pandemia non esiste, ma una stima la si può avere guardando quei posti che solitamente rappresentano l'ultimo rifugio per chi si è ritrovato alle strette. Come le mense dei poveri, che nelle scorse settimane sono state prese d'assalto. E come anche il Monte dei Pegni, a cui ci si rivolge per dare in pegno gli ultimi oggetti di valore rimasti in casa, con il proposito (o forse la speranza) di riuscire a riscattarli alla scadenza: anche qui il numero delle persone in fila è vistosamente aumentato.

Lo fa notare con un post su Facebook l'ex governatore della Campania ed ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino, che pubblica una fotografia in cui si vede proprio la fila di persone in attesa del proprio turno davanti al Monte dei Pegni di via San Giacomo, la strada che congiunge via Toledo con piazza Municipio e passa proprio al lato del Comune di Napoli. La fila, dice Bassolino, è lunga ed è così da diverse settimane. "Se si osserva da vicino e con giusta discrezione – scrive – si capisce la gravità della situazione: alle persone che erano in difficoltà già prima si aggiunge chi è stato colpito dalla crisi per il coronavirus. È come davanti alle Mense dove si ritrovano vecchi e nuovi poveri. Ecco, la vera priorità è ridurre il distanziamento fisico e sociale di gran parte della politica dalla realtà, è riavvicinarsi alla vita delle donne e degli uomini":

A fine aprile le immagini di un drone avevano mostrato la lunghezza della fila davanti alla mensa dei poveri del Carmine, nella zona del porto, nel centro di Napoli: centinaia di persone erano in attesa di ricevere un pasto caldo. Tra i "nuovi poveri" anche quelli che fino a febbraio avevano lavorato in nero, e che con il lockdown si sono ritrovati senza entrate e senza la possibilità di accedere ai sussidi predisposti per i lavoratori.