"Noi non ci fermiamo, alle pallottole rispondiamo con la bellezza".  Anna Ricciardi è sicura che la città «non la deluderà». E la ‘sua'  Fondazione Famiglia di Maria, che qualche giorno fa si è ritrovata il portone della struttura di San Giovanni a Teduccio bucato da colpi d'arma da fuoco, sta organizzandosi per rispondere a questa violenza.

Come rispondere alle forze del male che vigliaccamente aggrediscono una struttura che semina bene e instilla nei più giovani il seme della legalità, del decoro, dell'istruzione e della "voglia di far bene"? Con altro bene, ovviamente. Per questo con Libera Campania e Legambiente Campania , insieme al giornalista Sandro Ruotolo , gli attivisti fanno appello ad «artisti, sportivi, alle più belle esperienze di società civile, alle persone per bene di questa città». Obiettivo:«Dedichino un po' del loro tempo ai nostri ragazzi». E poi invitano tutti,  mercoledì 18 settembre alle ore 17, in via Salvatore Aprea 52, sede della Fondazione, a festeggiare.

L'obiettivo di Anna e dei suoi ragazzi è importante: dotare la Fondazione Famiglia di Maria di telecamere per la sorveglianza. Un impianto degno di questo nome costa non meno di 8mila euro. Per questo motivo l'appello è alla gran parte dei residenti dell'area Est di Napoli, quella parte buona e operosa che affonda le sue radici nel lavoro «umile ma onesto» per dirla alla Massimo Troisi e ha voglia di rendere l'area Orientale un tempo nota per le fabbriche ma anche per la sua lunga storia di lotte operaie e attivismo progressista,  un posto migliore. Ieri, in punta di piedi, il questore di Napoli Alessandro Giuliano ha fatto visita alla fondazione, una presenza che è stata molto apprezzata, visto lo stato comprensibile di tensione di queste ore.