Immagini immediatamente successive all'aggressione dei manifestanti e dei giornalisti alle Fonderie Pisano.
in foto: Immagini immediatamente successive all’aggressione dei manifestanti e dei giornalisti alle Fonderie Pisano.

Violenti scontri stamane alle Fonderie Pisano di Fratte (Salerno) dove un gruppo di operai ha aggredito i manifestanti di un presidio contro la riapertura della fabbrica, che nel 2007 è stata riconosciuta dal Tribunale di Salerno come produttrice di danni ambientali. Un gruppo di operai – a quanto si apprende dai cronisti di Fanpage.it sul territorio per riprendere le fasi del presidio – è uscito dalla fabbrica e ha iniziato a inveire prima e poi aggredire fisicamente le persone presenti. Fra gli aggrediti anche i due cronisti del nostro giornale che in questo momento stanno sporgendo denuncia e si stanno sottoponendo alle cure mediche. Malore per uno degli operai della Pisano; aggredita anche Martina Marraffa, la giovane che da giorni è in presidio permanente sotto la fabbrica. "Ci hanno aggredito e picchiati – denuncia Marraffa -. È stata una vera e propria incursione da parte degli operai delle fonderie Pisano". Con lei altri attivisti, tra i quali Salvatore Milione, anche lui aggredito questa mattina: "Ci hanno rivolto spintoni e intimidazioni, noi non abbiamo reagito, altrimenti sarebbe finita molto male". Rincorso e aggredito anche un cronista del sito salernitano Zerottonove.it.

Nei giorni scorsi ha avuto luogo una fiaccolata dei residenti di Fratte e della Valle dell'Irno per per chiedere la chiusura dell'azienda. L'obiettivo: la delocalizzazione dell'impianto in una zona in non popolosa. Sabato 19, invece, la Cgil ha indetto un presidio dei lavoratori insieme alle proprie famiglie sotto la Prefettura di Salerno.

Il sindaco di Salerno: "Solidarietà a manifestanti e cronisti"

Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, a seguito del grave episodio verificatosi questa mattina alle Fonderie Pisano, ha espresso solidarietà a Martina Marraffa, la giovane da giorni in presidio nei pressi della fabbrica, «vittima – si legge in una nota – di un ignobile e ingiustificabile atto di violenza ed intolleranza» e ai cronisti di Fanpage.it aggrediti. "Niente giustifica la violenza, è un atto che va condannato", ha dichiarato il primo cittadino salernitano recandosi in visita ai cancelli delle Fonderie Pisano, lì dove è avvenuta l'aggressione.

Scontri alle Fonderie Pisano di Salerno: le reazioni

Ordine dei giornalisti della Campania attraverso il suo presidente Ottavio Lucarelli, Sindacato unitario giornalisti Campania e Movimento Unitario Giornalisti "al fianco dei cronisti di Fanpage.it, Antonio Musella e Peppe Pace". Anche i consiglieri del gruppo regionale della Campania del Movimento 5 Stelle solidarizzano in una nota, spiegando che "la tensione per la vicenda della riapertura delle Fonderie Pisano ha abbondantemente superato i limiti di guardia e turba i residenti che denunciano da tempo emissioni inquinanti per la salute”. "Auspichiamo – spiegano – che le forze dell’ordine accertino i fatti, identificando e punendo gli autori dell’aggressione".

"Abbiamo visto le immagini della brutale ed inaccettabile aggressione subita presso le fonderie Pisano dai cronisti di Fanpage.it – si legge in una nota del gruppo di Forza Italia del Consiglio Regionale della Campania – quali esprimiamo la nostra solidarietà sperando che i responsabili possano essere immediatamente individuati e puniti. Come gruppo consiliare, promotore di un Osservatorio ad hoc sulle intimidazioni e le aggressioni ai giornalisti, restiamo sempre più convinti della necessità di strumenti di tutela utili a scoraggiare chi immagina di poter svilire un lavoro assolutamente fondamentale per la nostra democrazia, per la nostra libertà".

“Piena solidarietà ai manifestanti e ai giornalisti di fanpage aggrediti stamattina nei pressi delle fonderie Pisano a Salerno” da parte del presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “se fosse confermato che ad aggredirli siano stati gli operai delle fonderie, verrebbe da dire che non è certo con la violenza che si difende il diritto al lavoro che intendono salvaguardare”.