Continua il processo per l'omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni vittima di violenze e uccisa il 24 giugno del 2014 al Parco Verde di Caivano. Oggi, durante la quinta udienza del processo – che vede come indagato per la morte della piccola Chicca Raimondo Caputo, detto Titò – dinnanzi alla Corte d'Assise di Napoli, è salito sul banco degli imputati Claudio Luongo, compagno di Mimma Guardato, la madre di Fortuna.

Al tempo del delitto, Luongo si trovava agli arresti domiciliari e poteva uscire di casa soltanto dalle 9 alle 12 di ogni mattina. "Sono stato il primo a vedere Fortuna a terra. Ero giù al palazzo e ho sentito un tonfo, poi ho visto il corpicino faccia a terra e l'ho riconosciuta dai capelli biondi. Era l'unica nel palazzo ad averli così" racconta in aula, proseguendo poi con maggiori dettagli: "Ero giù al palazzo a parlare con degli amici dell'Italia ai Mondiali di calcio di quell'anno – ha ricordato Claudio Luongo – poi sono andato a prendere il figlio mio e di Mimma e l'ho portato a giocare alle giostrine. Dopo è arrivata Mimma con Chicca e con nostro figlio sono andati a prendere una pizza, poi sono tornati su a casa".