Il suo blog, Fiacot, si intitolava "La speranza è l'ultima a morire". E forse è l'ultima speranza di risollevare – prima delle Elezioni comunali 2016 – le sorti della raccolta differenziata di Napoli, inchiodata a percentuali da prefisso telefonico a convincere Luigi de Magistris ad affidare l'Asia, l'azienda dei rifiuti di Napoli, senza un amministratore dal passaggio di Raffaele Del Giudice al ruolo di vicesindaco, a Francesco Iacotucci, ingegnere, già capostaff dell'ex vicesindaco Tommaso Sodano, uno dei pochissimi esperti del settore a Palazzo San Giacomo.

Quarantuno anni, sposato, due figli, Iacotucci si è iniziato a occupare di questioni ambientali nella cosa pubblica sul suo blog intevenendo in una serie di vicende locali che riguardavano soprattutto la differenziata e il ciclo integrato. Poi, l'importante esperienza in "Decidiamo Insieme", la lista civica che dieci anni fa mise in piedi il maestro di strada Marco Rossi-Doria candidandosi a sindaco contro Rosa Russo Iervolino. E, infine, la decisione di entrare nello staff di Sodano. Il primo cittadino, nel pomeriggio, ha incontrato e rivolto a Iacotucci – comunica una nota – i migliori auguri di buon lavoro.

Questione rifiuti, la situazione a Napoli

Improbo, il compito del nuovo amministratore di Asia: dovrà riannodare i rapporti, interrotti nell'ultimo periodo di crisi politica tra sindaco e vice, fra azienda rifiuti e Amministrazione comunale e coadiuvare Del Giudice nell'attuale, complessa fase. De Magistris, entrato a Palazzo San Giacomo al grido di raccolta differenziata, compostaggio e addirittura "rifiuti zero", non è riuscito a incrementare significativamente il riciclaggio dell'immondizia né tanto meno a realizzare un impianto per la produzione di compost sul territorio cittadino. Con l'avvicinarsi della scadenza elettorale per il rinnovo dell'Amministrazione è chiaro che molti di questi nodi arriveranno al pettine e la questione rifiuti, viste le promesse fatte dal sindaco a più riprese e con molta forza durante la campagna elettorale e anche dopo, rischiano ora di tramutarsi in un pauroso boomerang elettorale a uso e consumo degli avversari politici, in primis il Movimento Cinque Stelle, che dalle Regionali di maggio è di fatto il primo partito in città.