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Le forze dell'ordine lo cercavano da un anno, ma era sempre sfuggito all'arresto spostandosi di continuo e camuffandosi ogni volta che doveva uscire di casa. Questa volta, però, i carabinieri lo hanno riconosciuto e per lui non c'è stato nulla da fare: Luigi Piscopo, 30enne ritenuto legato al clan degli Amato-Pagano, è stato bloccato a Frattaminore, in provincia di Napoli, con l'automobile piena di quei vestiti che usava per i frequenti travestimenti; era l'ultimo ricercato del clan della 167, costola degli Scissionisti della prima Faida di Scampia, quando il gruppo guidato da Lello Amato e Raffaele Pagano si staccò dal clan Di Lauro dando inizio a una lunga scia di morti.

Piscopo si era dato alla macchia da novembre del 2018, quando la Procura Generale di Napoli aveva emesso nei suoi confronti un ordine di carcerazione per estorsione aggravata dal metodo mafioso, furto e rapina. Le forze dell'ordine lo avevano cercato a casa, nella zona della 167 di Arzano, e nei luoghi abitualmente frequentati ma era semplicemente scomparso. Eppure, non si era allontanato troppo dalla provincia di Napoli. Era ancora nei paraggi, ma quando doveva muoversi per la città si travestiva. Anche più volte al giorno, per non essere riconosciuto.

I carabinieri della stazione di Frattamaggiore hanno intercettato il latitante durante un servizio di pattugliamento nel confinante comune di Frattaminore. Piscopo non aveva con sè documenti, ma i militari lo conoscevano e lo hanno ugualmente identificato. Durante l'ispezione all'interno dell'automobile sono stati trovati numerosi vestiti di ricambio, che verosimilmente il giovane usava per cambiarsi di frequente. Piscopo è stato accompagnato in caserma e, dopo le formalità di rito, rinchiuso nel carcere di Poggioreale, dove dovrà scontare 1 anno e 2 mesi di reclusione.