Un funerale in chiesa, corone, cuscini ma non una ondata di omaggi come la situazione farebbe supporre, se la si paragona ad altre esequie simili o se la si confronta con le suggestioni cinematografiche e televisive. Anna Mazza, vedova Moccia, la ‘vedova nera' della camorra di Afragola, morta ieri a 80 anni, è stata seppellita oggi, 26 settembre dopo una funzione religiosa tenuta alle ore 8 del mattino nella Pontificia Basilica Minore di Sant'Antonio ad Afragola, la chiesa principale della città che per decenni ha visto il predominio di un sodalizio criminale potentissimo.

Ad omaggiare ‘a signora, circa cento persone. Chi era presente alla funzione dice a Fanpage.it  che tuttavia una buona parte era costituita da uomini delle forze dell'ordine in abiti borghesi. L'omelia è stata celebrata dal parroco don Luigi che tuttavia non si è soffermato sul presente né sul passato della donna ma ha incentrato il discorso sulla morte vista come passaggio per chi ha fede.

Unici a sollevare una polemica sulla questione sono i Verdi, che ricordano come il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe avesse nel 2011 esplicitamente chiesto ai sacerdoti della sua diocesi di non celebrare funerali per camorristi e malavitosi. Francesco Emilio Borrelli, oggi consigliere regionale ma per molti anni leader del movimento degli Studenti Anticamorra spiega: "Che esempio si può dare quando si permettono funerali in Chiesa per una persona come Anna Mazza? Già la scelta della Questura di permettere i funerali pubblici, anche se alle 8 del mattino, ha lasciato qualche dubbio, ma ci saremmo aspettati un saluto laico e non un funerale in Chiesa, anche perché il cardinale Sepe, già nel 2011, aveva chiesto di evitare cerimonie del genere. Anche negare la cerimonia funebre in Chiesa sarebbe un segnale forte del mondo cattolico, una presa di posizione netta contro la violenza della camorra".