Si chiude, dopo un incontro tra i vertici del Teatro San Carlo e quelli del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, la querelle sul bando per la ricerca di un addetto stampa che riporta tra i requisiti che il candidato sia "esente da difetti e imperfezioni"; sulla questione era intervenuto anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che aveva parlato di "bando discriminatorio da ritirare". Il Teatro, con una precedente nota, aveva ammesso di avere utilizzato dei termini in disuso, ma aveva specificato che la formula è quella usata anche in bandi di altri enti e che si riferisce esclusivamente all'idoneità ai compiti di servizio.

Con l'incontro, a cui hanno partecipato il segretario del sindacato, Claudio Silvestri, la vice, Angela Calabrese, e la sovrintendente, Rosanna Purchia, sono stati chiariti anche gli altri punti che avevano creato la polemica. Contrariamente a quanto inizialmente scritto, il bando non è aperto solo ai giornalisti iscritti all' "albo dei pubblicisti" ma anche ai professionisti; l'albo citato, tra l'altro, non esiste: l'Ordine dei Giornalisti è unico, diviso nei due elenchi di professionisti e pubblicisti.

Per "programma", quello di cui la commissione "ha la facoltà, a suo insindacabile giudizio, di richiedere l’esecuzione totale o parziale", si intendono invece le materie d'esame. È prevista, infine, si legge dalla nota inviata a firma della sovrintendente Rosanna Purchiano, una proroga nei termini del bando di un mese.

Sulla questione che più aveva attirato le critiche, quella dei "difetti e imperfezioni", il Teatro San Carlo specifica che "rispetto all'idoneità fisica, la Fondazione farà riferimento esclusivamente a quanto previsto dall'art.41 comma 2 lettera b del d. lgs 81/08" e che durante l'incontro col sindacato "si è convenuto che, nonostante questa formula sia utilizzata dalla maggior parte delle Fondazioni lirico-sinfoniche e da pubbliche amministrazioni, la Fondazione Teatro di San Carlo si limiterà nei prossimi bandi a fare esclusivo riferimento alla legge a cui è soggetta. La Fondazione e il Sindacato auspicano che anche le altre Fondazioni Lirico Sinfoniche, in futuro, si adeguino".