Il cosiddetto "cavallo di ritorno", solo che, al posto di un'automobile o uno scooter, gli oggetti della rapina prima e dell'estorsione poi erano gli smartphone. Tre persone sono state arrestate a Napoli dalla Polizia di Stato: sono accusate di rapina aggravata ed estorsione, appunto. Gli agenti del commissariato Decumani, impegnati in servizi di controllo del territorio, stavano transitando in corso Umberto I, nel cuore del centro storico del capoluogo campano, quando la loro attenzione è stata attirata da un giovane, che ha raccontato ai poliziotti di essere stato avvicinato poco prima da tre uomini, minacciato e rapinato del cellulare: i tre malviventi gli hanno chiesto poi tutti i soldi di cui era in possesso per la restituzione del telefono.

Pochi minuti dopo, un equipaggio dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli, transitando ancora su corso Umberto I, ha notato tre uomini corrispondenti alla descrizione che il ragazzo aveva reso poco prima ai colleghi: i tre soggetti stavano accerchiando alcuni giovani. I poliziotti sono intervenuti e hanno fermato i tre uomini che, poco prima, avevano rapinato uno dei ragazzi presenti del cellulare e del denaro contante: i tre, un 39enne di Casoria, un 37enne di San Giorgio a Cremano e un 18enne di San Vitaliano, tutti con precedenti penali, sono stati arrestati per i reati di rapina aggravata ed estorsione.

A Posillipo, invece, due minorenni, un 16enne e un 17enne, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato per rapina aggravata, porto abusivo d'arma da sparo e ricettazione dell'arma. I due ragazzini sono stati colti in flagranza di reato dagli agenti di polizia mentre, pistola in pugno, stavano rapinando un giovane della catenina d'oro che aveva al collo.