Sono stati tutti assunti, a tempo indeterminato, i 57 lavoratori in nero che erano stati trovati durante un controllo dei carabinieri nella fabbrica di Melito, in provincia di Napoli, ed è stato notificato in mattinata un dissequestro temporaneo, per otto ore, che consentirà il sopralluogo dei tecnici per avviare l'adeguamento alle prescrizioni dei Nas. Lo fa sapere l'avvocato Rosario Pagliuca, che difende l'imprenditore Vincenzo Capezzuto, rappresentante della società Moreno srl, accusato, tra l'altro, anche di sequestro di persona, e attualmente sottoposto agli arresti domiciliari. L'assunzione a tempo indeterminato è una delle condizioni per avere uno "sconto" sulle sanzioni, in caso contrario sono previste multe fino a 3mila euro per ogni dipendente in nero, la confisca dei beni e la possibilità di vedersi revocata la licenza.

"Ho appena ricevuto dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, sostituto procuratore Patrizia Dongiacomo – ha detto l'avvocato Pagliuca – il dissequestro temporaneo della fabbrica che consentirà, adesso, ai tecnici  incaricati di ispezionare lo stato dei luoghi ed avviare le procedure per l'adeguamento dell'opificio alle prescrizioni impartite dai carabinieri del Nas".

Il blitz era scattato lo scorso 13 novembre. I carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità avevano trovato 57 operai che erano al lavoro a nero, 43 dei quali erano nascosti in un locale della ditta per non farsi scoprire durante i controlli dei militari. Nella stanza ci erano rimasti per diverse ore, senza possibilità di uscire. Proprio questa circostanza fu tra quelle che portarono all'arresto in flagranza, con l'accusa di sequestro di persona.

Ora si attende la decisione del gip di Napoli Nord Raffaele Coppola, che dovrà arrivare entro 5 giorni. Lo scorso 25 novembre l'avvocato Pagliuca aveva depositato la richiesta di Riesame, per ottener la revoca della misura cautelare. I lavoratori in nero, ha spiegato il legale, non furono costretti a nascondersi ma entrarono spontaneamente nello stanzone, consapevoli che sarebbero potuti uscire soltanto a controllo ultimato per evitare di essere trovati, e questo escluderebbe di conseguenza il reato di sequestro di persona.