Due paia di scarpe, abbandonate a terra per strada. E ora i carabinieri partiranno da quelle per risalire ai proprietari. Fa venire in mente una versione moderna della fiaba di Cenerentola, ma all'orizzonte non c'è nessuna festa: solo le manette, per furto aggravato. Quelle scarpe le hanno lasciate a terra due ladri, che stanotte per un pelo sono riusciti a sgusciare tra le mani dei carabinieri e a scappare insieme a un terzo complice.

Ma andiamo per gradi. L'allarme parte alle 2 circa, nella notte tra il 12 e il 13 giugno, quando un residente di via Arno, a Soccavo, zona ovest di Napoli, chiama il 112: ha appena visto due persone che scavalcavano un cancello per entrare in un parco residenziale. La centrale operativa smista la chiamata a una pattuglia della Compagnia di Intervento Operativo che in pochissimo tempo è sul posto. Dei due sospetti, però, non c'è traccia: si erano accorti di essere stati visti, spiega il residente, ed erano andati in un altro parco. I militari si mettono alla ricerca e, incappucciato, nascosto nel buio e vestito di nero, trovano il "palo". L'uomo comincia a scappare, e i carabinieri subito dietro. Le urla e i rumori, intanto, vengono sentiti dagli altri due ladri, che nel frattempo si sono infilati in un appartamento e stanno frugando alla ricerca di oggetti preziosi da rubare. Anche loro decidono di abbandonare il piano e corrono via dall'appartamento, svegliando di soprassalto la famiglia che ha aperto gli occhi per il trambusto e ha visto i due fuggire dalla porta.

I ladri arrivano in strada e si trovano i carabinieri alle calcagna. Continuano a fuggire, uno ha un piede di porco e l'altro un lungo coltello. Almeno mezzo chilometro di corsa, con uno dei due che urlava "scusa, scusa, scusa" con accento dell'est. Fino ad un ennesima recinzione, dove i ladri si sfilano le scarpe, saltano sul cancello e riescono a scappare per un pelo.

Nel corso delle ricerche i carabinieri sono stati contattati dalla vittima del furto, la persona che stava dormendo nella casa dove i due erano riusciti a entrare. Sul quartiere sono arrivate altre pattuglie, ma i sopralluoghi hanno dato esito negativo: verosimilmente i tre si sono dileguati attraverso un vicoletto che collega l'area al raccordo della Tangenziale. E ora restano le scarpe, che sono state sottoposte a sequestro. Invece del fiabesco giro per tutte le abitazioni del regno, però, si procederà con l'analisi del Dna.