NAPOLI – Nonostante l'orrore, la morte di Leopoldo, il capodoglio ritrovato la Vigilia di Natale sulle coste di Ischia e morto per aver ingerito plastica – in particolare, nel suo stomaco, sono state ritrovate buste e un filo di nylon lungo otto metri – non sarà vana. Grazie alla necroscopia effettuata sulla carcassa dell'animale, che ha permesso ai ricercatori di individuare la plastica che ha ucciso il grosso cetaceo, si potrà aiutare la ricerca scientifica a tutela degli animali marini. Le analisi effettuate in laboratorio hanno permesso di individuare con maggior precisione i rischi a cui sono sottoposti gli animali a causa della presenza della plastica negli oceani e nei mari, permettendo di studiare anche i modi per combattere il fenomeno, sempre più dilagante e preoccupante.

Le operazioni di recupero del capodoglio si sono concluse soltanto quest'oggi, data la posizione della carcassa, difficile da raggiungere: le rocce della costa di Forio conosciuti anche come "scogli degli innamorati". Dopo che la carcassa è stata spostata, le squadre scientifiche hanno proceduto ai prelievi dei tessuti e dei campioni di organi utilizzato poi per le analisi che hanno stabilito le cause della morte. Anche lo scheletro del cetaceo è stato recuperato e sarà esposto nella stazione zoologica Anton Dorhn di Napoli, nel Museo di Biologia Marina di futura istituzione.