Il dottor Antonio della Volpe, chirurgo dell'ospedale Santobono.
in foto: Il dottor Antonio della Volpe, chirurgo dell’ospedale Santobono.

Una grave malformazione congenita all'orecchio curata grazie alla tecnologia 3D: l'intervento su una bambina abruzzese di soli quattro anni è stato eseguito all'ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli, ed è senza precedenti. E così, pochi giorni dopo il successo dell'intervento che ha permesso alla bambina di riacquistare l'udito, il direttore dell'Unità di Chirurgia Protesica della sordità infantile dell'ospedale napoletano, il dottor Antonio Della Volpe, ha spiegato come è stato possibile realizzare una simile operazione.

"La chirurgia era abbastanza rischiosa, perché nella squama del temporale sono presenti strutture nobili molto importanti dell'orecchio, alloggiati nella teca cranica a livello della fossa cranica media", ha spiegato il chirurgo Della Volpe, "quindi aprire l'osso temporale per alloggiare la protesi che abbiamo messo poteva esporre al rischio di ledere strutture anatomiche come il facciale, il seno laterale o la meninge. Ecco perché abbiamo utilizzato questa tecnica di ricostruzione in 3D della squama del temporale della bambina, in modo da ottenere un modellino sul quale abbiamo simulato l'intervento, valutando dove alloggiare la protesi, senza far correre rischi alla bambina". L'intervento era particolarmente rischioso visto che la malformazione era grave e riguardava sia l'orecchio esterno sia il medio.

Per realizzare la simulazione è stata effettuata una TAC in 3D della parte dell'orecchio dove si sarebbe dovuti intervenire, con annessa stampa tridimensionale, che ha permesso di individuare con esattezza i due punti migliori dove "installare" l'impianto, come spiegato dall'ingegnere biomedico Luigi Luppariello ad Askanews. La vite installata ha infatti tre millimetri di lunghezza, "per cui bisognava calcolare esattamente lo spessore osseo disponibile", ha spiegato Luppariello.

"Si parla di microchirurgia, di un intervento che viene effettuato al microscopio con trapani ad altissima velocità ad 80mila giri", ha spiegato ancora il chirurgo Della Volpe, "quindi stiamo parlando di spazi estremamente ristretti nei quali avere una pianificazione pre-operatoria estremamente affidabile permette al chirurgo di operare in tutta tranquillità". E così è stato per la piccola paziente abruzzese che, dopo l'intervento, è perfettamente guarita ed ha riacquistato l'udito.