Pierluigi Vergara (Facebook)
in foto: Pierluigi Vergara (Facebook)

Si chiama Pierluigi Vergara, è un neurochirurgo di 35 anni e ha un segno particolare: è uno dei primari più giovani del Regno Unito. La sua storia è stata raccontata dal sito Vesuviolive.it, che lo ha intervistato cercando di capire le ragioni che lo hanno spinto a trasferirsi in Inghilterra, precisamente a Cambridge, dove al momento è Consultant (l'equivalente di un nostro primario) presso l’Addenbrooke’s Hospital.

Laurea e specializzazione a Napoli, poi Cambridge

Pierluigi si è laureato in medicina e Chirurgia all'università Federico II di Napoli, specializzandosi poi nel 2011 in Neurochirurgia. Le prime esperienze all'estero, a Londra, avvengono proprio durante la specializzazione. Sono state queste a far conoscere le abilità del giovane medico agli inglesi, che gli hanno offerto una proposta di Fellowship (una borsa di studio post-universitaria) a Cambridge dove, nel 2012, Pierluigi Vergara è riuscito a diventare uno dei più giovani Consultant in assoluto.

"A Napoli sarei ancora all'inizio"

Interrogato sui motivi della sua partenza nel Regno Unito, Pierluigi ha detto che solo lì avrebbe potuto imparare e fare esperienze di alto livello nel suo campo: "Se fossi rimasto a Napoli a quest’ora è probabile che sarei ancora ad iniziare", spiega. Adesso invece il giovane medico esegue 200 interventi all'anno, gestisce ambulatori e liste operatorie e, soprattutto, è lui che insegna a sua volta a giovani specializzandi. Secondo Pierluigi in Campania ci sono troppi centri che si occupano delle stesse patologie, mentre in Inghilterra l'organizzazione delle cliniche specialistiche è differente, e permette a un giovane medico di affrontare più patologie nello stesso centro.

Il motivo di fondo della partenza del giovane medico sembra però essere quello che altri suoi colleghi denunciano: le scarse opportunità per i laureandi e soprattutto le scarse possibilità per i giovani chirurghi di praticare sul campo, un elemento indispensabile per questi specialisti. Ecco dunque che una formazione di eccellenza fornita da un'Università italiana finisce all'estero, e Pierluigi va ad alimentare la già nutrita troppo dei "cervelli in fuga" che rappresentano una delle storture del nostro Paese.