La crisi economica portata dal coronavirus, e soprattutto le lunghe settimane di lockdown in cui negozi e aziende hanno dovuto tenere abbassate le saracinesche, hanno messo in ginocchio molti piccoli commercianti e imprenditori lasciando ampio spazio a chi, in quei giorni, poteva disporre di grandi liquidità da investire: la criminalità organizzata, sempre ala ricerca di investimenti leciti e illeciti per far fruttare i soldi che arrivano da estorsioni e spaccio di droga. A Fanpage.it il prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha spiegato come le forze dell'ordine hanno monitorato la situazione e quali sono le azioni messe in campo sia per il contrasto all'usura sia per il sostegno alle vittime.
Prefetto Valentini, nelle ultime settimane le vittime di usura sono aumentate del 12%. 

Le organizzazioni criminali hanno il vantaggio di disporre di una grande mole di liquidità che ha molte fonti di approvvigionamento, tra queste lo spaccio di droga. Quindi in momenti critici per aziende e imprese il rischio che si avvicinino soggetti che propongono a vario titolo di dare prestiti è un pericolo importante. Abbiamo registrato anche un tipo diverso di usura: non la classica proposta di prestito da restituire con interessi, ma anche semplici elargizioni a sostegno di una attività. È quello che chiamiamo il welfare criminale, con soggetti che in determinati contesti e quartieri si pongono anche come benefattori. È molto ingannevole perché sappiamo che poi queste persone passano all'incasso, o dei soldi, o impadronendosi della stessa attività.

Sull'usura stiamo lavorando molto, anche su quella simulata, che mira ad accrescere il consenso. Negli ultimi tempi il Commissario Straordinario ha elargito in Campania oltre un milione e mezzo di euro a sostegno delle persone che denunciano e che quindi sono sostenute dallo Stato. Il problema è creare una cultura civica che porti le persone a denunciare. Una vittima mi ha raccontato che, quando ha denunciato, le prime ostilità sono arrivate dagli altri commercianti, perché aveva rotto un meccanismo. Quando le associazioni hanno preso forza, questo fenomeno è stato fortemente contrastato perché le vittime si sono sentite più assistite.

L'usura non è però solo un problema per i commercianti, può finire nella morsa anche un semplice cittadino che si trova in difficoltà economiche.

Soprattutto a Napoli c'è un'ampia fascia di persone che vive di una economia quotidiana e che, soprattutto durante il lockdown, non ha avuto più nemmeno quei venti o trenta euro che si potevano guadagnare vendendo qualcosa o con attività para legali. Passare da un reddito molto basso a zero è sicuramente un impatto drammatico che ci preoccupa anche per la contiguità che può portare verso azioni criminali. Il reddito zero significa possibile attrattiva per chi propone di entrare in un circuito criminale.

Con il ritorno alla normalità torna anche il problema della gestione dell'ordine pubblico.

Confidiamo che Napoli non ci dia particolari problemi da questo punto di vista, o comunque problemi non più gravi di altre metropoli italiane. Per quanto riguarda i fatti di piazza Bellini, la linea della Prefettura è di garantire sempre l'esercizio di tutte le libertà. La Polizia ha funzione di garanzia, non di repressione. Ovviamente c'è il discrimine dell'uso della violenza delle forze dell'ordine, che non può essere tollerato.

Discorso diverso quello dei festeggiamenti dopo la vittoria della Coppa Italia da parte del Napoli. In quel caso la situazione rientra più sul versante sanitario, anche se i problemi di ordine pubblico ci sono stati perché quella notte sono stati commessi molti reati, anche gravi e con l'uso delle armi. La vigilanza delle forze dell'ordine resta ovviamente sempre molto alta.